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Carabiniere ucciso nel Brindisino: l’imputato Giannattasio in aula il 22 settembre

Sarà l’udienza del prossimo 22 settembre a segnare il momento cruciale del processo per l’omicidio del brigadiere capo dei carabinieri, Carlo Legrottaglie

Carabiniere ucciso nel Brindisino: l’imputato Giannattasio in aula il 22 settembre

Sarà l’udienza del prossimo 22 settembre a segnare il momento cruciale del processo per l’omicidio del brigadiere capo dei carabinieri, Carlo Legrottaglie. In quella data il 58enne Camillo Giannattasio, imputato per concorso in omicidio volontario pluriaggravato, si sottoporrà all’esame della Corte d’Assise, del pubblico ministero, della difesa e delle parti civili. Lo ha stabilito oggi il tribunale di Brindisi, al termine di una seduta in cui lo stesso Giannattasio ha confermato la ferma volontà di rispondere ai magistrati per ricostruire la propria versione dei fatti.

La vicenda risale al 12 giugno dello scorso anno, quando nelle campagne di Francavilla Fontana si consumò la tragedia. Il brigadiere Legrottaglie e un collega intercettarono una Lancia Y sospetta con a bordo Giannattasio e il 59enne Michele Mastropietro. Nel tentativo di sfuggire al controllo, l’auto dei fuggitivi si schiantò contro un palo della luce. Fu in quegli istanti di caos che Mastropietro aprì improvvisamente il fuoco, uccidendo sul colpo Legrottaglie e ferendo il secondo militare.

La scia di violenza si spostò poche ore dopo nelle campagne di Grottaglie, nel Tarantino. Intercettati dalla Polizia di Stato, i due ingaggiarono un secondo, violento conflitto a fuoco con gli agenti, nel quale lo stesso Mastropietro rimase ucciso. Per la morte di quest’ultimo, i due poliziotti che risposero al fuoco risultano attualmente indagati con l’accusa di omicidio colposo, come atto dovuto per definire i contorni della legittima difesa. A quasi un anno dal sangue, la parola passa ora alle aule di giustizia.