«Ogni anno è sempre lo stesso dolore: non cambia mai. Tutti i giorni sono sempre uguali». Sono le parole spezzate dal pianto della madre di Melissa Bassi, la studentessa di soli 16 anni originaria di Mesagne che perse la vita il 19 maggio del 2012 a causa del vile attentato esplosivo compiuto davanti alla scuola che frequentava a Brindisi.
Oggi, nel 14esimo anniversario di quella tragica mattina che sconvolse l’intera nazione, le istituzioni, la cittadinanza e il mondo della scuola si sono stretti nuovamente attorno ai genitori di Melissa, in un profondo momento di raccoglimento e memoria proprio davanti a quell’istituto professionale che dallo scorso anno ha legato per sempre il suo nome alla giovane vittima, diventando l’Ipsss “Francesca Laura Morvillo Falcone – Melissa Bassi”.
La cerimonia e l’albero della memoria
La commemorazione è stata aperta dall’intervento della dirigente scolastica, Irene Esposito, che ha accolto le massime autorità del territorio, tra cui il prefetto Guido Aprea, il sindaco di Brindisi Pino Marchionna e monsignor Giovanni Intini, arcivescovo della diocesi di Brindisi-Ostuni.
Il momento centrale della mattinata ha visto la piantumazione, nel cortile della scuola, di un albero di Paulownia, scelto appositamente come simbolo universale di rinascita, memoria e speranza. Un segno tangibile e vivo per ricordare non solo il sacrificio di Melissa, ma anche il dramma delle altre studentesse che quel giorno rimasero gravemente ferite dall’esplosione e i cui corpi e anime portano ancora i segni di quella mattinata.
Nel corso del suo intervento, il sindaco di Brindisi Marchionna ha voluto sottolineare la responsabilità collettiva della memoria di fronte a un atto di inaudita crudeltà.
«Quello che è successo nel 2012 sarà sempre una ferita aperta per tutti i giorni che verranno», ha dichiarato il primo cittadino. «Un gesto folle, incomprensibile. A distanza di 14 anni noi abbiamo il dovere non solo di commemorare Melissa ogni anno in questa data, ma di portarla nei nostri cuori quotidianamente, affinché le scuole restino sempre luoghi inviolabili di cultura, crescita e vita».
