«Quello a cui assistiamo è lo schifo di Poste Italiane». È con queste durissime parole che il sindacato Cobas ha puntato il dito contro Poste Italiane per l’affidamento dei servizi di pulizia alla ditta Bsf, annunciando un sit in davanti alla sede centrale di Brindisi per le 11 di stamani.
La ditta, secondo il sindacato, ha accettato di lavorare a «prezzi stracciati» aumentando lo sfruttamento delle lavoratrici. Al centro della denuncia e della manifestazione c’è proprio la Bsf, subentrata dal 1° aprile.
Secondo il Cobas, il cambio di appalto avrebbe portato a una drastica riduzione degli orari di lavoro, con turni che in alcuni casi scendono sotto l’ora giornaliera e arrivano al massimo a due ore. Una situazione che, secondo il sindacato, rende difficile garantire il completamento delle attività richieste e aumenta lo sfruttamento delle lavoratrici.
Tra le criticità segnalate ci sarebbero anche errori nella quantificazione delle superfici da pulire in diversi uffici, con metrature che risulterebbero inferiori rispetto a quelle reali, incidendo così sull’organizzazione del lavoro.
«Poste Italiane – ha scritto il sindacato – da una parte vuole acquistare Tim, dall’altra realizza una moderna schiavitù per le lavoratrici coinvolte». La mobilitazione di oggi, spiegano dal Cobas, vuole riportare l’attenzione sulle condizioni di lavoro e chiedere una revisione dell’organizzazione del servizio.










