Dopo quello che viene definito «l’abbandono di una scelta irrazionale», l’addio di Edison al progetto del «riga-deposito» di Gnl, le sigle ambientaliste vanno all’attacco dell’autorità portuale.
Legambiente, Wwf, Italia Nostra, Forum Ambiente Salute e Sviluppo e le associazioni No al Carbone, Remuri e Medicina Democratica chiedono l’immediata revoca di permessi e concessioni date ad Edison SpA e di rivedere i nulla osta concessi al deposito di carburanti Brundisium SpA. Le sigle chiedono inoltre all’autorità una gestione portuale in netta discontinuità col passato, «assecondando quelle che sono reali potenzialità di un porto storicamente e naturalmente polifunzionale».
L’appello
«Sono trascorsi oltre otto anni da quando iniziammo a protestare contro quell’impianto e soprattutto contro quella folle e scriteriata scelta di collocazione, alla radice del molo di costa Morena. Un’area portuale, attrezzata con binari che una qualsiasi gestione portuale raziocinante avrebbe dovuto sfruttare nella maniera più adeguata possibile: la logistica. Invece scelse deliberatamente che in quell’area dovesse sorgere un deposito di Gnl, divenuto poi un rigassificatore», accusano le sigle.
«Abbiamo perso otto anni. Siamo stati definiti ignoranti e sbeffeggiati da ascari di turno. E la cosa più grave è che non verrà mai chiesto il conto a chi ha avuto la responsabilità di scelte sbagliate su quelle aree e banchine, causando un danno alla portualità brindisina». Quanto al progetto del deposito di carburanti della Brundisium SpA, le associazioni del territorio puntano il dito contro chi, è il caso dell’ente portuale, ha modificato il parere, da negativo a positivo.
«Un capolavoro», è scritto in una nota, «un bel lascito di cui la politica che ha a cuore l’interesse del porto e della città dovrebbe chiedere conto perché, francamente non è mai stato spiegato né chiarito il perché di questo cambio repentino di parere». Nelle battaglia ambientale, le sigle ricordano di aver avuto l’apporto attivo della Cgil di Brindisi.
