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Olio invenduto per 30mila tonnellate nella Bat, i frantoiani sono sul piede di guerra

Il rischio è che l’immobilizzo dei capitali nel prodotto stoccato, non consenta di poter acquistare e pagare la nuova produzione

Olio invenduto per 30mila tonnellate nella Bat, i frantoiani sono sul piede di guerra

Non c’è pace tra gli ulivi. La saturazione dei depositi, ancora occupati dalle giacenze di olio invendute della scorsa stagione, e la mancanza di liquidità, stanno mettendo in difficoltà le imprese di trasformazione. L’immobilizzo dei capitali nel prodotto stoccato rischia, infatti, di impedire ai frantoi di acquistare e pagare la nuova produzione nei termini previsti dalla normativa.

In Puglia ad oggi le giacenze di olio d’oliva ammontano a 86.557 tonnellate. Di queste, si stima, perché è a disposizione solo il dato aggregato regionale, che la Bat, tra le province più olivetate d’Europa, detenga una giacenza di circa 28-30mila tonnellate, pari all’11-11,5 % di quelle nazionali. Il dato rinviene dal report ufficiale di Frantoio Italia, pubblicato sul sito del Masaf.

Il rischio concreto che nell’avvio della campagna olivicola 2026/27, numerosi frantoi non siano nelle condizioni di ritirare le olive e l’olio. È l’allarme lanciato dalle principali associazioni nazionali e territoriali dei frantoiani, che hanno sottoscritto e inviato alle istituzioni, in primis al ministro dell’Agricoltura Lollobrigida e agli assessori regionali, un documento unitario sulla grave crisi del comparto olivicolo-oleario.

La crisi nasce anche dal forte squilibrio registrato durante l’ultima campagna: i frantoiani hanno acquistato la materia prima a prezzi particolarmente elevati, mentre le successive quotazioni di mercato sono scese al di sotto dei costi sostenuti. Le imprese si trovano così costrette a scegliere tra mantenere l’olio nei depositi o venderlo subendo rilevanti perdite economiche.

A rendere ancora più pesante la situazione contribuiscono l’aumento dei costi dell’energia, della logistica e dei trasporti, oltre agli oneri legati alla movimentazione e alla gestione delle sanse e delle acque di vegetazione. «Il settore olivicolo-oleario è in ginocchio, per salvarlo e salvaguardare imprese e posti di lavoro abbiamo detto ciò che occorre – ha dichiarato il portavoce, l’andriese Francesco Losito della Cia Puglia. Lo ribadiremo ancora, anche con un’altra grande mobilitazione nazionale già in programma per il prossimo 19 settembre in occasione dell’inaugurazione della Fiera del Levante di Bari. Le proposte fatte dagli olivicoltori, per garantire il futuro del settore, sono ancora senza risposte».