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Collegamenti aerei verso Roma, scontro su Brindisi: «Salento declassato a territorio di serie B»

A sollevare il caso è il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Paolo Pagliaro, che denuncia una marcata sproporzione nell’operativo dei voli in partenza dall’Aeroporto del Salento verso la Capitale

Collegamenti aerei verso Roma, scontro su Brindisi: «Salento declassato a territorio di serie B»

Si riaccende lo scontro politico sui collegamenti aerei e sull’equilibrio infrastrutturale tra gli scali pugliesi. A sollevare il caso è il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Paolo Pagliaro, che denuncia una marcata sproporzione nell’operativo dei voli in partenza dall’Aeroporto del Salento verso la Capitale in vista dell’imminente stagione autunnale, puntando il dito contro la giunta guidata da Antonio Decaro e i vertici di Aeroporti di Puglia.

La polemica

Nel mirino del consigliere salentino finiscono le frequenze settimanali programmate per il mese di ottobre sulla rotta per Roma Fiumicino. «Sarà un mese amaro per i viaggiatori del Salento che hanno la necessità di raggiungere Roma nei primi giorni della settimana», afferma Pagliaro. «Nelle giornate di lunedì e martedì è previsto un solo collegamento garantito dal vettore low-cost Ryanair da Brindisi, a fronte dei tre voli attivi dallo scalo di Bari Palese. Il divario anziché assottigliarsi continua ad allargarsi in modo ingiustificato. A farne le spese sono i pendolari diretti a Roma per esigenze professionali, accademiche o motivi di salute, ma anche i flussi turistici, di fatto dirottati verso il capoluogo regionale dove l’offerta risulta triplicata».

L’esponente di FdI evidenzia anche la ricaduta economica sulle tasche dei cittadini, ricordando la differenza di costo tra i biglietti delle compagnie low-cost, attestati mediamente attorno ai 40-50 euro a tratta, e le tariffe della compagnia di bandiera Ita Airways, che possono oscillare tra i 150 e i 200 euro per singolo viaggio, rappresentando un esborso spesso insostenibile. In questo contesto, Pagliaro contesta lo stallo istituzionale sull’istituzione della continuità territoriale per lo scalo brindisino: «Parliamo di uno strumento essenziale per assicurare tariffe calmierate e accessibili ai residenti, per il quale il Governo Meloni ha già stanziato cinque milioni di euro, mentre da parte dell’amministrazione regionale si registra un silenzio totale».

La contestazione investe direttamente i vertici di via Capruzzi e l’assessorato ai Trasporti guidato da Debora Ciliento, sollecitando una revisione integrale dei contratti pubblici di incentivo al traffico aereo: «Aeroporti di Puglia dovrebbe per mandato istituzionale armonizzare e diversificare i volumi tra i poli di Bari e Brindisi, fissando una griglia di destinazioni irrinunciabili per ciascun bacino territoriale. L’erogazione dei contributi pubblici regionali, che valgono tra i 10 e i 12,5 milioni di euro all’anno assegnati a Ryanair per contratti di promozione e co-marketing, andrebbe formalmente vincolata al rispetto inderogabile di un pacchetto minimo di collegamenti per evitare che il Salento venga trattato come una periferia di serie B».