Un terremoto politico scuote Palazzo di Città a Trani: il sindaco Marco Galiano ha rassegnato le proprie dimissioni formali a meno di quattro mesi dall’insediamento della nuova amministrazione. La clamorosa decisione giunge al culmine di giorni di forti tensioni interne alla maggioranza, esplose definitivamente questo pomeriggio a margine della seduta di Giunta convocata per deliberare sul controverso piano di dimensionamento scolastico della rete cittadina: lo strappo dell’esecutivo segue mesi di strisciante malcontento legato alla gestione amministrativa di nodi cruciali per il territorio, tra cui i cronici ritardi sulle alternative alla viabilità in attesa del completamento dei lavori per il passaggio a livello di via Corato, e il progressivo stato di incuria e degrado urbano che da tempo sollecita le proteste dei residenti.
La decisione è giunta al culmine di una dura spaccatura interna al centrosinistra sul piano di dimensionamento scolastico, in particolare sul progetto di accorpamento dello storico plesso Giustina Rocca all’istituto De Amicis. L’ipotesi di fusione aveva già innescato un sit-in di protesta da parte dei genitori degli alunni, scesi in piazza per rivendicare tutele per i propri figli: «Le decisioni che impattano la comunità scolastica non possono essere prese senza ascoltare le famiglie: chiediamo di preservare l’identità e la stabilità educativa del nostro storico plesso, pretendendo chiarezza, rispetto e tutele concrete per la didattica dei bambini».
Lo scontro si è consumato sull’asse politico tra i favorevoli alla riorganizzazione, guidati da Avs, e i contrari del Pd: a nulla è servito il tentativo di mediazione promosso da Marco Galiano, che aveva ipotizzato di rinviare di un anno l’efficacia del provvedimento. Lo strappo definitivo si è registrato nel pomeriggio con l’annullamento della seduta di Giunta convocata per deliberare sull’atto, arrivato in un clima amministrativo già appesantito dalle polemiche dell’opposizione di centrodestra. Il primo cittadino ha ora a disposizione 20 giorni per ritirare le dimissioni, prima che scattino lo scioglimento dell’assise cittadina e la nomina del commissario prefettizio.
