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Nel ricordo di Paola Clemente: ad Andria per dire “no” a caporalato, sfruttamento e lavoro nero

Undici anni dopo la morte della bracciante deceduta a causa della fatica e delle condizioni estreme, un momento di riflessione

Nel ricordo di Paola Clemente: ad Andria per dire “no” a caporalato, sfruttamento e lavoro nero

Undici anni dopo la morte di Paola Clemente, bracciante di 49 anni originaria di Crispiano, deceduta a causa della fatica e delle condizioni estreme mentre si trovava al lavoro in un vigneto, il suo nome continua a rappresentare il simbolo della battaglia contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro agricolo.

Ad Andria, nel luogo in cui sorge il murale a lei dedicato, realizzato lo scorso anno dallo street artist Jorit, in Largo Grotte, si è svolta l’iniziativa «Sfruttamento e caporalato, una questione nazionale», promossa dalla Flai Cgil e dalla Cgil Bat per mantenere alta l’attenzione su una delle emergenze più gravi del mondo del lavoro. La serata si è aperta con il monologo «Il pane e la croce», tratto dallo spettacolo teatrale «Padrone mio» di Savino Lasorsa, seguito dall’esecuzione di «Paola», il brano scritto da Gerardo Tango che ripercorre la vicenda della bracciante di San Giorgio Jonico, morta il 13 luglio 2015 mentre lavorava nelle campagne del Nord Barese per una paga di appena tre euro l’ora.

Non un semplice momento di commemorazione, ma quella di ieri sera è stata anche un’occasione di riflessione sul fenomeno dello sfruttamento del lavoro, che negli anni ha assunto forme sempre più complesse. Se il «sacrificio» di Paola Clemente ha contribuito all’approvazione della Legge 199 del 2016, nata per contrastare il caporalato e il lavoro nero, i dati e le più recenti vicende di cronaca dimostrano come il problema sia tutt’altro che risolto. Dietro le inchieste e gli arresti continuano infatti a emergere situazioni di grave illegalità: salari insufficienti, turni massacranti, contributi previdenziali non versati, contratti irregolari o inesistenti e condizioni abitative indegne che colpiscono migliaia di lavoratrici e lavoratori, soprattutto migranti ma non solo. Nel corso dell’iniziativa, la Cgil Bat ha ribadito la necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione e controllo sul territorio.

Il segretario generale Michele Valente ha rilanciato la richiesta di istituire un Ispettorato Provinciale del Lavoro autonomo nella Bat, ritenendolo uno strumento indispensabile per garantire verifiche più efficaci e una presenza costante a tutela dei lavoratori.

«Non è accettabile che il controllo e la prevenzione siano lasciati al caso. Lo dobbiamo a Paola. Lo dobbiamo a ogni lavoratrice e a ogni lavoratore» ha detto Valente nel suo intervento, sottolineando come la lotta al caporalato richieda un impegno condiviso tra sindacato, istituzioni e forze dell’ordine. Ricordare Paola Clemente significa quindi continuare a pretendere lavoro regolare, dignità, sicurezza e diritti per chi ogni giorno opera nei campi, affinché nessuno sia più costretto a perdere la vita mentre cerca semplicemente di guadagnarsi da vivere.