Ad Andria, nel centrodestra, corre per la poltrona da sindaco il pediatra Sabino Napolitano.
Quale l’idea di Andria per i prossimi 5 anni?
«La mia visione di città non può prescindere da tre punti principali: salute, sicurezza e lavoro. Nella salute è fondamentale velocizzare le operazioni per il nuovo ospedale, visto l’iter lentissimo che ne compromette la realizzazione. La sicurezza può essere migliorata facendo leva sul Decreto Sicurezza del Governo Meloni. Da qui si possono attingere le risorse per nuovi agenti, si potrebbero aprire nuovi presidi fissi di Polizia Locale in altri punti periferici della città ed ancora pensiamo di aumentare la videosorveglianza. Infine, per quanto riguarda il lavoro, puntiamo a sfruttare le Zes per un nuovo polo logistico che sarà capace di attirare aziende nazionali e multinazionali con la possibilità di nuova occupazione. Unica soluzione per trattenere i giovani nella nostra città».
Quali i settori fondamentali da rilanciare?
«Il settore più importante da rilanciare è quello del commercio. C’è un mercato settimanale che langue nella villa comunale, perché gli operatosi sono sommersi dalle tasse imposte dal comune. Così come c’è un centro storico ormai abbandonato, dopo la scomparsa di tanti locali per giovani e oltre che di tante attività per soddisfare le esigenze dei residenti. Per questo abbiamo pensato a forme di agevolazione per i giovani che vogliono avviare nuove attività nel borgo antico, perché avrebbero il triplo valore di rivitalizzare la parte antica della città, oltre che di creare nuovo lavoro, e offrire intrattenimento».
Una critica a Bruno?
«La critica maggiore è legata alla mobilità. Non è possibile pensare di cambiare le abitudini degli andriesi solo realizzando piste ciclabili o dicendo di lasciare l’auto a casa. Il problema del traffico esiste e va risolto quanto prima, per cercare di abbassare anche l’altissimo inquinamento, che fa di Andria tra le peggiori città della Puglia. Sarebbe bastata la realizzazione di qualche parcheggio, per fronteggiare la problematica. Noi abbiamo pensato di realizzarlo su via Pendio san Lorenzo, al posto di un rudere di proprietà comunale».
Un messaggio finale?
«Andria può e deve cambiare colore politico, perché la coalizione di centrodestra è unita e compatta, al contrario di quella del centrosinistra, che continua ad essere litigiosa e incapace di programmare a lungo termine. La mia massima aspirazione è fare il sindaco, senza usare questo ruolo per aspirare ad altre poltrone, come quella parlamentare tra un anno».
