Si avvicina l’appuntamento elettorale del 24 e 25 maggio, quando Andria sarà chiamata a eleggere il proprio sindaco. Per il centrosinistra, aspira al secondo mandato l’avvocata Giovanna Bruno.
Spesso le viene contestato di non aver fatto abbastanza sulle strade cittadine. Cosa risponde?
«Sulla tangenziale abbiamo trovato un mutuo da un milione e 300mila euro mai utilizzato da chi ci aveva preceduto. Abbiamo dovuto contrattarne la devoluzione e ottenere le autorizzazioni per impiegare quelle somme nei lavori. Certo, avremmo voluto rifare tutta la tangenziale, ma non c’erano altre risorse. Con l’ultima variazione di bilancio abbiamo stanziato altri 800mila euro per un nuovo tratto. Non basta ancora, ma interveniamo dove riusciamo a reperire fondi».
Lei ha spesso parlato del rilancio della zona Pip. Quali risultati rivendica?
«Avevamo promesso di mettere fine ai continui conguagli richiesti alle aziende della zona Pip e lo abbiamo fatto con transazioni e un nuovo regolamento. Inoltre abbiamo assegnato 37 lotti, che significano nuove imprese o ampliamenti produttivi, un segnale concreto di sviluppo».
Quanto ha inciso la situazione finanziaria del Comune sulle scelte amministrative?
«Abbiamo ereditato un ente in predissesto, senza nemmeno un dirigente stabile al settore economico-finanziario. La Corte dei Conti chiedeva verifiche continue e negli anni precedenti si erano avvicendati undici dirigenti. Governare in quelle condizioni non era semplice».
Tra le priorità avete inserito anche i servizi sociali. Perché?
«Perché alcuni diritti essenziali erano stati azzerati. L’unico asilo nido comunale della città era stato chiuso proprio per il predissesto. Noi lo abbiamo riaperto e stiamo completando altri due asili grazie ai fondi PNRR. Abbiamo anche scelto di destinare 400mila euro, inizialmente previsti per le strade, al trasporto scolastico specialistico per i bambini fragili. Abbiamo preferito strade con qualche buca in più piuttosto che lasciare senza servizi chi aveva più bisogno».
Che messaggio vuole lasciare al suo avversario e agli andriesi a fine mandato?
«Non ci si sottrae rispetto alla necessità di confrontarsi davanti agli elettori e sarebbe opportuno trovare convergenze su temi che non hanno colore politico. Io non chiedo di votare Giovanna Bruno. Chiedo semplicemente ai cittadini di ricordare com’era Andria nel 2020 e di guardare come la lasciamo nel 2026. Molto resta ancora da fare, ma oggi la città ha una direzione diversa, con una maggiore capacità di dialogo con Regione e istituzioni».
