La certificazione arriva dal rapporto del Centro di Ricerca dell’Associazione bancaria italiana sulla Sicurezza Anticrimine e del servizio Analisi Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, e non ammette repliche: la Puglia è la regione italiana più a rischio per gli assalti agli sportelli automatici di banche e uffici postali. Praticamente, nel Tacco d’Italia, tenere «acceso» uno sportello automatico comporta un maggiore rischio per gli istituti di credito, e poco importa se è ubicato in un piccolo centro o in una città più popolata. In Puglia, sono oltre sessanta gli assalti ai bancomat dall’inizio dell’anno, la maggior parte falliti, ma che hanno seminano panico e danni con inevitabili ripercussioni sui servizi alla popolazione, visto che dopo le esplosioni l’erogazione dei soldi viene interrotta per chiusura dello sportello automatico.
Un dato che, comunque, penalizza le piccole realtà urbane e, soprattutto, gli anziani di quelle comunità che non hanno possibilità di raggiungere altre città dove restano attivi gli sportelli Atm. Tanto che, recentemente, le amministrazioni comunali, come quella diCelenza Valfortore sui Monti Dauni, hanno messo a disposizione una navetta per consentire ai residenti di raggiungere lo sportello automatico della vicina San Marco la Catola. In Puglia, il record negativo degli attacchi subiti spetta alla Capitanata e alla sesta provincia, dove le «marmotte» – il congegno esplosivo utilizzato dai rapinatori per far saltare in aria lo sportello automatico – hanno colpito con una drammatica frequenza, tanto da lasciare più di un piccolo borgo senza servizi.
Un fenomeno che diventa difficile da tenere sotto controllo, vista l’abilità dei rapinatori che, tra l’altro, stanno esportando la «tecnica» anche fuori regione: vedi i casi in Molise, Abruzzo e addirittura nelle Marche, segno che il fenomeno criminale non è solo una questione pugliese, sia pure la regione detiene il record nazionale, e merita maggiore considerazione.
