Resta in carcere l’uomo accusato di aver ucciso Jacopo Musti, il 49enne senza fissa dimora, morto dopo essere stato aggredito a mani nude la notte tra venerdì e sabato scorsi a Barletta.
Il gip del Tribunale di Trani ha convalidato il fermo per il presunto autore del delitto, identificato, rintracciato e fermato dai carabinieri.
Secondo quanto ricostruito finora, la vittima era arrivata in Puglia quasi sei mesi fa. La notte del delitto sarebbe stata picchiata nel corso di un violento litigio con un suo coetaneo nel centro della città.
Soccorso dal personale del 118, il 49enne aveva un grave trauma cranico che aveva comportato il ricovero nell’ospedale cittadino, dove poi è morto.
La Procura di Trani ha disposto l’autopsia che sarà eseguita da Biagio Solarino dell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari.
Nella giornata di ieri anche il sindaco di Barletta, Cosimo Cannito, aveva espresso «sincero cordoglio» per la scomparsa di Musti.
«Siamo addolorati per quanto accaduto», affermava il primo cittadino, sottolineando che «alla memoria del signor Musti deve essere rivolto il massimo rispetto per i risvolti umani e sociali della vicenda».
Cannito ricordava che «insieme all’opera di assistenza, sostegno e solidarietà svolta dalle strutture socio-sanitarie competenti del nostro territorio, c’era ottimismo negli ambienti comunali circa le possibilità di migliorare le sue condizioni di vita soprattutto in ragione dei colloqui che egli aveva sostenuto lo scorso 30 marzo con i Servizi sociali, per dargli una casa nell’ambito del progetto, già operativo, “Housing First”, presso “La terrazza”. La sua condizione di fragilità, infatti, gli avrebbe probabilmente garantito la possibilità di fruire dell’alloggio – proseguiva il sindaco – grazie al quale abbandonare al più presto la strada e contare su un avvenire meno precario. Purtroppo un destino avverso ha impedito la realizzazione di questo progetto».









