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Andria, ipotesi di dismissione per il liceo “Troya”. La perizia-choc: rischio di crolli improvvisi

L’Agenzia del Demanio: «Materiali non idonei già negli anni ’70. Non era da collaudare». Esplode lo scontro politico-istituzionale

Andria, ipotesi di dismissione per il liceo “Troya”. La perizia-choc: rischio di crolli improvvisi

I cancelli del Liceo Statale “Carlo Troya” di Andria restano sbarrati e l’immobile rischia la definitiva dismissione a causa delle gravi criticità strutturali ravvisate dai tecnici dell’Agenzia del Demanio. Per ora, l’ordinanza della Provincia Barletta-Andria-Trani ne ha disposto la chiusura immediata fino al 13 settembre.

L’esito delle perizie ha fornito valore negativo per idoneità statica e vulnerabilità sismica (pari allo 0%), con concreto pericolo di collassi improvvisi. Ma il dato più sconcertante emerso dalle indagini riguarda i materiali utilizzati negli anni ‘70 per la costruzione: non classificabili come strutturali e già difformi da qualsiasi normativa dell’epoca. Una diagnosi impietosa: l’edificio non avrebbe mai dovuto essere ritenuto collaudabile.

Comunità senza tetto

La notizia – a tre settimane dal rientro in classe – ha sconvolto oltre 800 studenti e il personale, che ieri mattina si sono ritrovati nel piazzale davanti all’edificio. La dirigente Dora Guarino ha fatto il punto della situazione. Per consentire lo svolgimento degli imminenti esami di riparazione, l’Istituto tecnico “Jannuzzi” ha offerto ospitalità, ma resta la grande incognita su dove si terranno le lezioni dal 14 settembre. Intanto la Provincia ha informato la Procura di Trani, mentre tra le famiglie cresce la rabbia dopo anni di denunce rimaste inascoltate.

Lo scontro politico

Immancabile la polemica politico-istituzionale. La sindaca di Andria, Giovanna Bruno, ha espresso forte perplessità per le modalità della chiusura, definendo «kafkiano» l’incontro in Provincia per individuare soluzioni operative anziché l’ordinanza di chiusura. Il presidente della Provincia, Bernardo Lodispoto, ha spiegato che, di fronte alla perizia ricevuta il 17 agosto, agire d’urgenza era doveroso per garantire la sicurezza.

Sulla questione è intervenuto anche il consigliere regionale Domenico De Santis (PD), censurando i tempi tardivi dell’ordinanza e criticando la mancanza di trasparenza verso la città. Lodispoto ha però replicato accusando De Santis di demagogia e sottolineando come l’indagine fosse frutto di un bando del 2023. De Santis ha infine ribattuto annunciando possibili azioni legali e ribadendo la gravità di aver tenuto la scuola aperta per anni.