Mentre in Puglia continua a infiammarsi il confronto politico e istituzionale sui conti della sanità regionale, tra disavanzi, piani di riequilibrio e richiami alla necessità di contenere la spesa anche da parte della Corte dei Conti, dalla provincia di Taranto emerge una procedura amministrativa destinata ad attirare l’attenzione. Al centro della vicenda non c’è un nuovo reparto, né l’acquisto di sofisticate apparecchiature diagnostiche, ma la realizzazione della cucina destinata al nuovo ospedale San Cataldo, oggetto di un appalto milionario. La procedura, pubblicata dalla Asl Taranto nello scorso mese di marzo e conclusa all’inizio di maggio, riguarda la fornitura e l’installazione dell’intero complesso destinato alla preparazione dei pasti all’interno della nuova struttura ospedaliera. A destare interesse è il valore economico dell’appalto. Il costo complessivo supera, infatti, e non di poco, gli otto milioni di euro.
Una cifra rilevante, soprattutto, nel contesto di una sanità regionale chiamata a fare i conti con risorse limitate e con un acceso dibattito sulla sostenibilità dei bilanci e con la spada di Damocle dell’aumento dell’addizionale irpef sui cittadini per far quadrare i conti della sanità. L’esame della documentazione di gara, tuttavia, restituisce anche un ulteriore elemento che merita un chiarimento. In diversi passaggi degli atti pubblicati dalla stessa amministrazione sembrano, infatti, comparire importi differenti relativamente al valore posto a base della procedura. In una sezione della documentazione il valore viene indicato in circa 6 milioni e 771 mila euro oltre iva. In un altro documento, invece, l’importo risulta pari a circa 6 milioni e 200 mila euro, sempre al netto dell’imposta. Tra le due cifre emerge, quindi, uno scostamento nell’ordine di circa mezzo milione di euro, quasi fossero noccioline.
Non è possibile stabilire, sulla base dei soli atti esaminati, se si tratti di un mero refuso materiale, di una diversa articolazione del quadro economico o di un differente criterio di calcolo adottato nei documenti della procedura. Resta, però, il fatto che la presenza di valori non coincidenti all’interno della stessa gara rappresenta un elemento che richiede un chiarimento ufficiale da parte della stazione appaltante. La trasparenza amministrativa passa, anche, dalla perfetta coerenza dei dati economici riportati negli atti pubblici. Quando si tratta di appalti dal valore multimilionario, ogni cifra assume un peso specifico considerevole, non soltanto per gli operatori economici chiamati a partecipare alla gara, ma anche per i cittadini che finanziano la spesa sanitaria attraverso le risorse pubbliche.
Il nuovo ospedale San Cataldo rappresenta uno degli investimenti più importanti realizzati negli ultimi anni nel territorio ionico e dovrà diventare il principale presidio sanitario della provincia. Proprio per questo ogni affidamento collegato alla sua realizzazione è destinato a essere osservato con particolare attenzione. La gara relativa alla cucina costituisce soltanto uno dei numerosi appalti della struttura, ma il suo importo, superiore agli otto milioni di euro iva compresa, la colloca tra le procedure economicamente più rilevanti. In una fase nella quale il dibattito pubblico è concentrato sull’equilibrio dei conti della sanità pugliese e sulla necessità di utilizzare con la massima attenzione ogni euro disponibile, anche una differenza documentale di alcune centinaia di migliaia di euro non può passare inosservata. Situazione, questa, che certamente evidenzia l’opportunità di un chiarimento formale, capace di dissipare ogni dubbio nulla congruità e necessità della spesa e sulla corretta determinazione dell’importo dell’appalto e di garantire quella trasparenza che deve accompagnare ogni procedura pubblica, soprattutto quando in gioco vi sono risorse di tale
