È finito ai domiciliari, con l’applicazione del braccialetto elettronico, il 30enne arrestato a Turi con l’accusa di aver tentato di truffare un 57enne del posto.
A denunciare l’accaduto è stata la vittima che ha raccontato di essere stata contattata da un sedicente maresciallo dei carabinieri, il quale le avrebbe riferito che la sua auto era stata utilizzata per commettere una rapina.
Il sedicente militare avrebbe indotto il 57enne a far accedere in casa un complice, qualificatosi come “procuratore” al quale la vittima avrebbe consegnato diversi monili in oro che, secondo il presunto truffatore, sarebbero serviti a escludere i beni di famiglia dalla refurtiva.
Il 57enne, insospettito dalla dinamica dei fatti e aiutato da alcuni familiari intervenuti sul posto, ha allertato i veri carabinieri che, al loro arrivo, hanno intercettato il presunto truffatore nelle vicinanze dell’abitazione. L’uomo ha consegnato spontaneamente parte della refurtiva che è stata restituita poi al legittimo proprietario.
