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Pinuccio Tatarella ricordato a Tirana, Fabrizio: «La sua lezione? Costruire ponti tra culture diverse» – L’INTERVISTA

L’eredità politica e culturale di Pinuccio Tatarella è diventa occasione di confronto tra Italia e Albania, nel segno di una destra europea

Pinuccio Tatarella ricordato a Tirana, Fabrizio: «La sua lezione? Costruire ponti tra culture diverse» – L’INTERVISTA

L’eredità politica e culturale di Pinuccio Tatarella è diventa occasione di confronto tra Italia e Albania, nel segno di una destra europea, istituzionale e capace di dialogo. Ieri sera, nella Sala «Çesk Zadeja» dell’Università delle Arti, è stato presentato il volume La destra verso il futuro. Itinerario di una svolta, dedicato al pensiero dello statista pugliese, figura centrale della stagione politica degli anni Novanta e tra gli architetti della trasformazione del centrodestra italiano in forza di governo. All’incontro sono intervenuti, tra gli altri, Sali Berisha, presidente del Partito Democratico d’Albania, Fabrizio Tatarella, vicepresidente della Fondazione Tatarella, e Massimiliano Adilardi, presidente del circolo Fratelli d’Italia Albania di Tirana.

Proprio ieri è stata diffusa la notizia della revoca della misura di «persona non grata» negli Stati Uniti nei confronti di Sali Berisha, imposta nel maggio 2021 dal Dipartimento di Stato americano e sempre respinta dall’ex presidente della Repubblica ed ex primo ministro albanese. Una notizia che carica di ulteriore significato l’incontro di Tirana.

La notizia su Berisha arriva nel giorno dell’incontro dedicato a Tatarella. Che significato attribuisce a questa coincidenza?

«È la mia prima volta in Albania. Sali Berisha era molto amico di mio zio, che fu definito “amico immortale del popolo albanese” e di mio padre che più volte al Parlamento europeo ha difeso le ragioni del popolo albanese. Personalmente non vedevo Berisha dai funerali di Pinuccio. È una piacevole coincidenza. Ne sono felice».

Alla luce dell’eredità di Tatarella, quanto conta oggi costruire ponti tra culture politiche diverse?

«Credo sia molto importante. La fine di questa ingiustizia restituisce una legittimazione politica piena non solo a livello interno, ma anche internazionale. In politica è fondamentale costruire relazioni e ponti tra culture politiche diverse. Degasperi diceva che la politica estera è interna. Giorgia Meloni ha fatto sua questa massima. Grazie alla sua politica estera l’Italia è tornata ad essere protagonista sulla scena internazionale».

Nel libro Tatarella è indicato come uno degli artefici della trasformazione della destra italiana in forza di governo. Qual è il suo insegnamento più attuale?

«La più grande eredità politica di Pinuccio Tatarella e di quella stagione che ha portato per la prima volta la destra al governo è l’unità del centrodestra. Una formula da lui immaginata quando fondò la rivista Centrodestra per costruire una coalizione omogenea capace di costruire la casa degli italiani al 65% non di sinistra».

Come la Fondazione Tatarella trasmette questo patrimonio alle nuove generazioni?

«La Fondazione Tatarella continua nel suo lavoro di catalogazione e digitalizzazione del patrimonio documentale con riferimento sia all’archivio che all’emeroteca per rendere fruibile la storia e la cultura di un momento che ha segnato un prima e un dopo per la destra italiana. Senza Pinuccio Tatarella e i suoi insegnamenti oggi non avremmo avuto una destra al governo dell’Italia con Giorgia Meloni. È bene che anche i più giovani che vogliono conoscere la destra italiana possano comprendere quanto sia stato lungo e faticoso il cammino per portare in Italia ad avere una democrazia compiuta in grado di guidare il nostro paese. Il convegno di Tirana dopo l’accordo recentemente a Bruxelles con Nicola Procaccini Presidente della Fondazione New Direction, la principale fondazione del conservatorismo europeo, alla quale la Fondazione Tatarella è affiliata, fanno della Fondazione Tatarella il principale riferimento culturale della destra conservatrice italiana. La dimensione internazionale è per noi ulteriore motivo di orgoglio».