Nell’ambito dell’identificazione dei responsabili delle violenze avvenute sabato pomeriggio ai cantieri della Tav in Val di Susa, sono stati fermati nelle scorse ore quattro antagonisti di nazionalità straniera, probabilmente appartenenti al cosiddetto “Blocco Nero”, dagli investigatori della polizia di Stato della Questura di Torino.
Le loro posizioni sono al vaglio degli inquirenti e al momento non si conoscono le accuse. Le indagini su quanto avvenuto sabato, coordinate dalla Procura di Torino guidata da Giovanni Bombardieri, ipotizzano al momento il reato di devastazione, ma non si esclude che ai singoli possano essere contestati successivamente anche altri reati.
Intanto oggi la visita di meno di un’ora effettuata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al cantiere di Chiomonte, raggiunto in elicottero dopo l’atterraggio all’aeroporto di Torino Caselle, ha ribadito la presenza delle istituzioni nei luoghi teatro dei violenti scontri di sabato pomeriggio: ad accogliere i rappresentanti dell’Esecutivo erano presenti il capo della Polizia Vittorio Pisani, il questore Massimo Gambino, il prefetto Donato Cafagna e i vertici locali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.
Al termine del sopralluogo al sito della Val di Susa, la premier ha affidato a un video diffuso sui social le proprie valutazioni sull’assalto condotto dagli antagonisti incappucciati, ringraziando le forze dell’ordine per il lavoro svolto e ricordando i 124 operatori rimasti feriti sul campo: «Questa non è la scena di una guerra ma di una presunta contestazione: questo non è dissenso, è violenza organizzata, premeditata e come tale deve essere trattata. Faremo tutto quello che possiamo per assicurare persone alla giustizia: chiediamo alla magistratura e agli inquirenti di fare il massimo del lavoro perché uno Stato normale non può tollerare una cosa del genere. Meritano una presenza delle istituzioni: la ragione per cui stamattina siamo qui è per dire lo Stato c’è e non indietreggia, a portare non solo la solidarietà ma la presenza».
Sul fronte politico ed esecutivo si registrano intanto le prime azioni delle forze dell’ordine e le reazioni dell’opposizione: gli inquirenti stanno vagliando le posizioni di 4 antagonisti stranieri fermati nell’ambito delle indagini, mentre sono oltre 800 le persone identificate al festival No Tav, movimento che rivendica la propria posizione collettiva al grido «Siamo tutti responsabili», proprio mentre la società Telt parla del peggiore attacco subito dal 2011.
Nel dibattito è intervenuta anche la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che durante la trasmissione L’Aria che tira su La7 ha respinto le accuse rivolte alla minoranza parlamentare: «Ci troviamo davanti a un governo i cui esponenti strumentalizzano fatti violenti per buttarli addosso alle opposizioni, nonostante sappiano che non abbiamo nulla a che fare con quelle frange violente, di cui siamo bersagli. Perché strumentalizzano per accusarci di connivenze? Ci facciamo le domande giuste, invece di strumentalizzare ogni fatto per fini politici? Istituzioni e politica dovrebbero lavorare insieme per isolare la violenza: in quattro anni di governo hanno fallito miseramente sulla sicurezza».
