Si accende lo scontro politico sull’equipaggiamento delle Polizie Locali in Italia. A innescare la miccia sono state le dichiarazioni del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha accusato alcuni primi cittadini di bloccare l’adozione della pistola a impulsi elettrici per motivi politici. La replica non si è fatta attendere: a margine dell’inaugurazione della nuova sala d’attesa del casellario giudiziario del Tribunale, il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha rispedito al mittente le critiche definendole «polemiche fuori luogo».
«Nessun sindaco ha sospeso l’utilizzo del taser per ragioni ideologiche», ha esordito con fermezza Leccese. Il primo cittadino del capoluogo pugliese ha voluto smontare la narrazione del vicepremier, spostando il focus sui reali problemi strutturali che affliggono i Comandi d’Italia: carenza di personale, contratti da rinnovare e dotazioni obsolete.
Il nodo centrale, secondo Leccese, non è il rifiuto dello strumento in sé, ma il pesante vuoto normativo e di garanzie che differenzia gli agenti municipali dai colleghi della Polizia di Stato o dei Carabinieri.
«La proposta del taser merita una riflessione seria che tenga conto anche delle criticità e dei casi di decesso emersi in seguito al suo utilizzo», ha rilevato il sindaco. «Gli agenti dello Stato dispongono di specifiche tutele previdenziali, assicurative e legali laddove si verifichino episodi di questo tipo. Gli operatori della Polizia Locale, invece, non godono dello stesso quadro di garanzie se qualcosa va storto».
«Basta scaricare le colpe sui Comuni»
Leccese ha poi ricordato come tutti i sindaci, compresi quelli etichettati “di sinistra” da Salvini, chiedano in realtà da anni un potenziamento dei presidi tattico-difensivi standard – come lo spray al peperoncino e il bastone distanziatore – oltre a una reale interoperabilità delle banche dati.
Infine, il sindaco di Bari ha ridimensionato l’impatto reale della misura sbandierata dal leader della Lega: «La sperimentazione attuale prevede appena due dispositivi per Comune: è francamente difficile sostenere che dai taser dipenda il livello di sicurezza delle nostre città. Prima di aprire polemiche e individuare responsabilità nei Comuni, completiamo insieme le riforme attese da decenni e mettiamo i sindaci nelle condizioni di assumere personale. Il resto sono discussioni inutili».
