È uno scontro frontale quello che si apre tra il sindaco di Bari, Vito Leccese, e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul futuro della Polizia locale. A innescare la polemica sono le indiscrezioni sul nuovo pacchetto sicurezza, che prevederebbe l’estensione agli agenti municipali del potere di effettuare fermi preventivi.
Una prospettiva che il primo cittadino barese boccia senza mezzi termini, accusando il Governo di voler aumentare competenze e responsabilità senza mettere a disposizione le risorse necessarie.
Leccese, che ricopre anche l’incarico di delegato Anci alla Sicurezza urbana, punta il dito direttamente contro l’esecutivo. «Se il Governo ritiene davvero necessario ampliare le funzioni della Polizia Locale – afferma – abbia il coraggio di affrontare in modo organico le criticità del settore. Non si possono attribuire nuovi compiti ai nostri agenti senza garantire gli stessi strumenti, le stesse tutele e le stesse condizioni operative delle altre forze dell’ordine».
L’attacco alla premier è soprattutto politico. Per il sindaco di Bari, le misure annunciate rischiano di trasformarsi nell’ennesima operazione d’immagine. «La presidente Meloni chiede un giro di vite sulla sicurezza, ma senza garantire i mezzi reali per renderlo possibile», sostiene Leccese, parlando apertamente di «spot elettorali» e di «decreti dal tenore muscolare» che, nella pratica, non risolvono i problemi delle città. Il cuore della contestazione riguarda le risorse.
Secondo il delegato dell’Anci, nella riforma sarebbero stati stanziati appena 20 milioni di euro, una cifra ritenuta del tutto insufficiente. «Ne servirebbero almeno 400 soltanto per rafforzare gli organici», evidenzia, ricordando come molti Comuni siano costretti a fare i conti con personale ridotto e servizi sempre più difficili da garantire. Da qui la richiesta al Governo di riaprire immediatamente il confronto con Anci e con le rappresentanze della Polizia Locale.
Per Leccese, la sicurezza urbana non può essere affrontata trasferendo nuovi compiti ai sindaci senza un adeguato sostegno finanziario e organizzativo da parte dello Stato. Dalle parole di Leccese emerge una linea di netta contrapposizione: se da Roma si annunciano nuove misure e maggiori poteri, dai Comuni arriva la richiesta di risorse concrete, personale e strumenti. Un confronto destinato ad alimentare lo scontro politico nelle prossime settimane.
