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Caso Cotrap, tutti assolti: per la Corte dei Conti il controllo sulla spesa spettava alla Regione

Una vicenda partita da una contestazione iniziale superiore ai 7 milioni di euro e poi approdata alla richiesta di condannare Consorzio e presidente

Caso Cotrap, tutti assolti: per la Corte dei Conti il controllo sulla spesa spettava alla Regione

Nessun danno alle casse pubbliche e nessuna responsabilità per Cotrap e per il suo presidente, Giuseppe Francesco Vinella. Si chiude con un’assoluzione il giudizio davanti alla Corte dei conti della Puglia sulla gara per il rinnovo del parco autobus regionale.

Una vicenda partita da una contestazione iniziale superiore ai 7 milioni di euro e poi approdata alla richiesta della Procura contabile di condannare in solido Consorzio e presidente a risarcire 278.600 euro alla Regione Puglia e 2,254 milioni al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Al centro del procedimento la gara avviata nel 2017 per l’acquisto di 297 autobus interurbani nuovi, 296 quelli effettivamente forniti, nell’ambito di un programma di investimenti da oltre 55 milioni.

Secondo l’accusa, una parte dei finanziamenti pubblici sarebbe stata utilizzata per coprire costi non ammissibili: il ritiro e la rottamazione dei vecchi mezzi e il servizio di manutenzione «full service» per tre anni. A Vinella era stato inoltre contestato un presunto conflitto di interessi. L’impianto accusatorio, però, non ha superato il vaglio dei giudici contabili.

La Corte ha innanzitutto escluso l’occultamento doloso nei confronti del Ministero, dichiarando prescritta gran parte delle somme contestate. Ma è sul merito che arriva il passaggio decisivo: viene escluso il nesso causale tra le condotte attribuite a Cotrap e Vinella e il presunto danno erariale.

Secondo la sentenza, infatti, Cotrap aveva svolto il ruolo di centrale unica di acquisto e stazione appaltante, mentre i controlli sulla documentazione, la rendicontazione e l’erogazione dei contributi restavano nella competenza della Regione. Gli uffici regionali, inoltre, conoscevano gli atti di gara e le condizioni contrattuali e avrebbero quindi potuto bloccare i pagamenti qualora avessero ritenuto non ammissibili alcune voci di spesa.

La Corte mette in discussione anche la stessa esistenza del danno: non sarebbe stata dimostrata l’incidenza dei presunti costi aggiuntivi sul prezzo finale degli autobus. Anzi, l’operazione conclusa da Cotrap risultava economicamente più conveniente rispetto a un acquisto Consip dello stesso periodo e con lo stesso fornitore. «Dopo anni di sospetti infondati, la sentenza ristabilisce la verità dei fatti», commenta la difesa di Vinella. La pronuncia sposta il peso della vicenda sulla catena dei controlli pubblici e sulle responsabilità degli uffici chiamati ad autorizzare l’erogazione dei finanziamenti.