Una storicità che dura da oltre sessant’anni e che oggi si rinnova guarda al futuro della scienza mondiale. Il 7 e l’8 settembre l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e il Politecnico di Bari hanno compiuto la loro prima missione istituzionale congiunta al CERN di Ginevra. Guidata dai rettori Roberto Bellotti e Umberto Fratino, la delegazione barese è stata ricevuta dalla Direzione del più prestigioso laboratorio europeo per la fisica delle particelle.
Al centro del vertice, la volontà di consolidare un legame indissolubile sviluppato attorno al Large Hadron Collider (LHC) attraverso il Dipartimento Interuniversitario di Fisica e la Sezione INFN di Bari. I colloqui con i responsabili del centro ginevrino hanno spaziato dalla fisica delle alte energie allo sviluppo dei rivelatori per gli esperimenti CMS, ALICE, SND@LHC e n_TOF, sino alle infrastrutture di calcolo scientifico e alle attività di CERN openlab. Grande attenzione è stata riservata alle tecnologie quantistiche, alla fisica medica (con l’uso di radioisotopi nei laboratori ISOLDE e CERN-MEDICIS) e al trasferimento tecnologico promosso da IdeaSquare.
La missione ha dato risalto alle nuove generazioni. Presso lo Science Gateway, i delegati hanno incontrato le studentesse vincitrici della quinta edizione di Art & Science across Italy, il progetto ideato per avvicinare i giovani alla scienza tramite l’arte. Nel pomeriggio, lo spazio è stato dedicato alla ricerca sul campo con i contributi di giovani studiosi baresi — Antonio Palasciano, Felice Nenna, Giulio Perfetto e Giuliana Galati — impegnati nei principali esperimenti internazionali. Un confronto che ribadisce il ruolo di primo piano di Bari nella formazione dei talenti del domani.
