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Nuova legge elettorale, Enzo Augusto: «Pronto un pool di avvocati per impugnarla subito» – L’INTERVISTA

Come per il referendum sta nascendo dal basso un movimento di ripulsa a una norma che viene definita «truffa, antidemocratica e anticostituzionale»

Nuova legge elettorale, Enzo Augusto: «Pronto un pool di avvocati per impugnarla subito» – L’INTERVISTA

Riprende oggi la discussione alla Camera sulla nuova legge elettorale ribattezzata «Stabilicum» o «Melonellum», l’obiettivo della maggioranza è arrivare al varo definitivo del testo entro questa settimana per poi trasmettere il testo al Senato. Molti costituzionalisti si sono espressi contro quella che definiscono una forzatura istituzionale.

L’avvocato barese Enzo Augusto è il rappresentante dell’associazione «Avvocati per la Costituzione», naturale prosecuzione del «Comitato per il No al referendum». Ha partecipato all’assemblea che si è tenuta a Roma il 10 luglio del «Comitato Iniziative Popolari», in opposizione al disegno di legge di riforma della legge elettorale proposta dal Governo.

Come per il referendum sta nascendo dal basso un movimento di ripulsa a questa legge che viene definita «truffa, antidemocratica e anticostituzionale».

Avvocato allora questa mobilitazione sociale e civile passa anche dall’associazione «Avvocati per la Costituzione»?

«Allora, la questione è aperta, nel senso che oggi c’è, alla Camera, la disscussione in aula. Il centrodestra è ancora un po’ ingarbugliato, non lo sappiamo come andrà a finire la questione. Comunque nel caso in cui fosse approvata la legge, che è la cosa più probabile, perché penso che fino alla fine un’intesa le forze della maggioranza di centrodestra la troveranno, il problema è quello di mobilitarsi contro questa legge che noi riteniamo incostituzionale e liberticida. Noi riteniamo sia importante mobilitarci perché questa legge elettorale possa avere lo stesso effetto, diciamo così, del referendum. Mobilitare una parte dell’opinione pubblica che magari si astiene perché non trova nei partiti un punto di riferimento. Questa è una battaglia per la difesa dei principi costituzionali che secondo noi vengono violati e, quindi, un elemento di mobilitazione che trascende quello strettamente partitico. Come è stato per il referendum».

Prevedete una raccolta di firme?

«Adesso si è creato un comitato di associazioni e c’è stato un incontro domenica a Roma. Noi siamo pronti con i nostri amministrativisti, ne abbiamo indicati tre di Bari, Pierluigi Balducci, Luca Clarizio e Luigi Paccione, pronti a impugnare questa legge, in maniera che vada al più presto possibile al vaglio della Corte Costituzionale prima delle elezioni. Questo aspetto giudiziario, cioè impugnare la legge per una sentenza di accertamento negativo e che consenta a un primo giudice e poi a tutti gli altri di rimettere la questione alla Corte Costituzionale, richiede secondo noi anche una forte mobilitazione di opinione pubblica. Non è soltanto un fatto giuridico, è un fatto politico importante».

Ci sarà quindi un gruppo di lavoro per contrastare questa legge?

«Abbiamo fatto un pool di 156 costituzionalisti. Poi stiamo raccogliendo un pool di avvocati amministrativisti. Si faranno azioni di accertamento della illegittimità».

Questa legge elettorale toglie la centralità del Parlamento, come invece vuole la Costituzione?

«Certo. Questo assillo che il giorno delle elezioni si deve sapere chi è il Presidente del Consiglio è incostituzionale. La Costituzione dice che è il Presidente della Repubblica che decide chi è il Presidente del Consiglio, dopo le consultazioni».

Forse si sta accelerando per andare verso il premierato?

«Il premierato, sì. Quindi picconare la Costituzione. Poi c’è la questione delle preferenze. La gente non va a votare perché non vuole votare persone che non conosce».

Avvocato questa legge forse punta più alla stabilità che alla rappresentatività.

«Nessun governo è stato più stabile di questo. Non capisco quale ulteriore stabilità bisogna dare».