«L’articolo uno della Costituzione è chiarissimo: la Repubblica è fondata sul lavoro. E non può essere fondata sul lavoro povero, sul lavoro precario o sulla Cassa integrazione». Con queste parole la segretaria nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein, ha portato la propria solidarietà ai lavoratori della Natuzzi, intervenendo oggi pomeriggio al presidio organizzato all’esterno dello storico stabilimento di Santeramo in Colle.
Da settimane, i circa 1.800 dipendenti del colosso del mobile imbottito sono in stato di profonda agitazione. Sindacati e lavoratori protestano duramente contro il nuovo piano aziendale che, per scongiurare i licenziamenti diretti, prevede la richiesta di Cassa Integrazione Guadagni (Cig) spinta fino all’80%, paventando inoltre il trasferimento di alcune linee di lavorazione in Romania.
L’appello al Governo
«Questi lavoratori e queste lavoratrici – ha sottolineato la leader dem rivolgendosi alla piazza – possiedono competenze preziose per questo territorio e per tutto il Paese. Vanno protette, perché disperdere questo patrimonio significa rendere il territorio molto più povero, oltre a creare un dramma concreto per centinaia di famiglie che non sanno come arrivare alla fine del mese».
Schlein ha poi allargato lo sguardo alle cause strutturali della crisi industriale, chiedendo a Governo e istituzioni un intervento strutturale e non solo assistenzialistico. Pur riconoscendo le oggettive difficoltà affrontate dall’azienda pugliese nel mercato globale – dalla spietata concorrenza cinese alla svalutazione del dollaro, fino ai pesanti rincari energetici – la segretaria del Pd non ha risparmiato stoccate al contesto geopolitico internazionale: «Ci si sono messi pure i dazi di Trump e la contingenza delle guerre illegali volute da Trump e Netanyahu. Capiamo benissimo che la situazione generale non è facile – ha concluso Schlein – ma è dovere e precisa responsabilità di tutti, verso queste famiglie e verso questo Paese, mettere in campo una vera politica industriale che salvi finalmente la manifattura in Italia».
Ascoltando le testimonianze degli operai, la leader dem ha evidenziato il paradosso di una crisi che si trascina da oltre due decenni. «Chiediamo all’azienda di rivedere questi piani – ha spiegato Schlein ai giornalisti –. Dalle parole di queste lavoratrici e di questi lavoratori emerge un profondo amore e attaccamento verso la Natuzzi. Ma ci sono 1.700-1.800 famiglie che oggi, comprensibilmente, hanno paura per il proprio futuro. La loro sofferenza dura da diversi anni: sono da 23 anni in regime di ammortizzatori sociali e cassa integrazione. A loro va tutto il nostro supporto, perché questa è una vertenza di valenza nazionale che riguarda un’azienda strategica in un settore fondamentale del Made in Italy».










