La relazione della Commissione di accesso nominata per verificare possibili infiltrazioni e condizionamenti mafiosi al Comune di Modugno è approdata al Viminale.
Dopo essere stata depositata nei giorni scorsi in Prefettura, nelle ultime ore il prefetto di Bari Franco Russo l’ha trasmessa al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, cui spetta ora la valutazione finale sull’eventuale proposta di scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.
Si tratta di un passaggio formale ma decisivo. La Commissione, insediata nei mesi scorsi, ha passato al setaccio atti amministrativi, affidamenti, determine e procedure, con l’obiettivo di accertare se l’attività dell’ente sia stata in qualche modo condizionata da interessi criminali.
L’esito degli approfondimenti è confluito in una corposa relazione tecnica che adesso sarà oggetto di esame al Ministero. Qualora emergessero elementi ritenuti rilevanti, il ministro potrebbe proporre al Consiglio dei ministri lo scioglimento dell’assemblea cittadina. Il lavoro degli ispettori si inserisce nel solco dell’inchiesta giudiziaria che lo scorso novembre ha scosso la politica locale.
L’ex assessore comunale Antonio Lopez fu arrestato con l’accusa di scambio elettorale politico-mafioso e oggi si trova agli arresti domiciliari. Nello stesso procedimento è stato iscritto nel registro degli indagati il sindaco Bonasia, la cui posizione è tuttora al vaglio dell’autorità giudiziaria. Un quadro che aveva indotto il prefetto a disporre l’accesso agli atti per verificare eventuali riflessi sull’attività amministrativa.In città il clima resta sospeso.
La trasmissione degli atti a Roma segna l’avvio della fase più delicata dell’iter previsto dalla normativa antimafia: una fase che potrebbe concludersi con l’archiviazione oppure con un provvedimento drastico, capace di interrompere anticipatamente la consiliatura. Intanto, dall’amministrazione non arrivano commenti ufficiali, mentre le forze politiche attendono le determinazioni del Viminale.
La decisione finale spetterà al Governo, chiamato a stabilire se sussistano elementi concreti, univoci e rilevanti di collegamento tra l’ente e la criminalità organizzata. Per Modugno sono giorni cruciali: il futuro dell’amministrazione è ora nelle mani del ministro.










