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Malta, 15enne barese in carcere: «Costretto a inventarsi un allarme bomba dopo un ricatto online»

La vicenda, che vede coinvolto il ragazzo da 5 anni residente a Mosta con la famiglia, nasce da un presunto adescamento sulla piattaforma Roblox

Malta, 15enne barese in carcere: «Costretto a inventarsi un allarme bomba dopo un ricatto online»
(Foto di repertorio)

Vanno dal procurato allarme alla detenzione di materiale pedopornografico, fino all’associazione con finalità terroristiche e all’affiliazione a un gruppo criminale internazionale le pesanti accuse a carico del 15enne originario di Bari che, da oltre 70 giorni, è rinchiuso nel carcere minorile CoRRS di Malta.

La vicenda, che vede coinvolto il ragazzo che da cinque anni risiede a Mosta con la famiglia, nasce da un presunto adescamento sulla piattaforma di gioco Roblox.

Secondo la ricostruzione della difesa, il ragazzo sarebbe stato vittima di un ricatto da parte di predatori online: dopo avergli inviato materiale pedopornografico e di matrice nazista, i malviventi lo avrebbero minacciato di smascherarlo con parenti e forze dell’ordine se non avesse fatto scattare un allarme bomba nella sua scuola, la Lily of the Valley Secondary School.

Il ministro dell’Interno maltese, Glenn Bedingfield, ha dichiarato che la magistratura locale sta collaborando direttamente con Europol, sottolineando come non si tratti di uno scherzo isolato ma di reati complessi e strutturati. Bedingfield ha inoltre precisato che la Correctional Services Agency garantisce la piena tutela dei diritti umani e la sicurezza del giovane, il quale è attualmente isolato dagli altri detenuti per motivi cautelari e segue un percorso riabilitativo e quotidiano monitorato da un’équipe multidisciplinare.

Il ministro ha assicurato che i contatti tra la struttura giudiziaria e la famiglia del 15enne sono regolari e che le autorità non rilasceranno ulteriori commenti per rispettare l’indipendenza del processo.

La prossima udienza davanti ai giudici maltesi è stata fissata per il 19 agosto.