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Università, la LUM sempre più internazionale: firmati nuovi accordi con sei atenei slovacchi

La sigla delle intese al Comune di Bari, alla presenza del presidente della Repubblica slovacca Pellegrini, del sindaco Leccese e del rettore Garzoni

Università, la LUM sempre più internazionale: firmati nuovi accordi con sei atenei slovacchi

L’Università LUM Giuseppe Degennaro compie un ulteriore passo nel proprio percorso di apertura internazionale, siglando sei accordi di cooperazione con altrettanti atenei della Slovacchia.

Un’iniziativa che rafforza la presenza dell’Ateneo pugliese nelle reti accademiche europee e consolida i rapporti culturali e scientifici tra i due Paesi.

La firma dei «Memorandum of Understanding» è avvenuta nel corso di una cerimonia ospitata dal Comune di Bari, alla quale hanno preso parte il Presidente della Repubblica Slovacca Peter Pellegrini, il sindaco di Bari Vito Leccese e rappresentanti del mondo istituzionale e universitario. Per la LUM gli accordi sono stati sottoscritti dal Rettore Antonello Garzoni, che ha sottolineato l’importanza strategica dell’iniziativa per il rafforzamento della dimensione internazionale dell’Ateneo.

Le intese coinvolgono sei tra le più autorevoli università slovacche: la «Technical University of Košice», la «Pavol Jozef Šafárik University» in Košice, la «Constantine the Philosopher University» in Nitra, la «Trnava University», la «Matej Bel University» in Banská Bystrica e la «Slovak University of Agriculture» in Nitra. Si tratta di istituzioni di rilievo che operano in diversi ambiti disciplinari e che offriranno nuove opportunità di collaborazione nel campo della ricerca e della formazione.

Gli accordi prevedono la realizzazione di attività congiunte in ambito accademico e scientifico, favorendo lo sviluppo di progetti di ricerca condivisi, la mobilità di studenti e docenti e la promozione di percorsi formativi integrati. Tra gli obiettivi figurano anche l’organizzazione di seminari, conferenze e workshop dedicati a tematiche di interesse comune.

Particolare attenzione sarà dedicata a settori oggi centrali per il futuro dell’Europa, come la trasformazione digitale, l’innovazione tecnologica, la sostenibilità ambientale e l’internazionalizzazione dell’istruzione superiore. Ambiti nei quali la cooperazione tra università di diversi Paesi può generare nuove competenze, favorire il trasferimento di conoscenze e creare valore per le comunità coinvolte.

L’iniziativa assume inoltre un significato che va oltre il piano strettamente accademico. In un contesto internazionale segnato da rapide trasformazioni economiche e tecnologiche, le università rappresentano sempre più un punto di incontro tra culture, idee e sistemi produttivi. In questa prospettiva, gli accordi promossi dalla LUM incarnano il concetto di «diplomazia della conoscenza», contribuendo a rafforzare il dialogo e la cooperazione tra realtà nazionali differenti.

La scelta di sviluppare relazioni con la Slovacchia appare particolarmente rilevante. Il Paese è infatti tra le economie più dinamiche dell’Europa centrale e vanta una forte presenza nei comparti dell’industria avanzata, dell’automotive e delle tecnologie innovative. Le collaborazioni tra università italiane e slovacche possono quindi rappresentare un’opportunità non solo sul piano scientifico, ma anche sotto il profilo economico e produttivo.

Per gli studenti, le nuove partnership si tradurranno in maggiori opportunità di formazione internazionale. Programmi di mobilità, esperienze di studio all’estero, attività di ricerca condivise e possibili percorsi di doppio titolo consentiranno ai giovani di confrontarsi con contesti accademici differenti e di sviluppare competenze sempre più richieste nel mercato del lavoro globale.

L’accordo si inserisce inoltre nelle politiche europee volte a costruire uno spazio comune dell’istruzione superiore, attraverso reti di collaborazione capaci di promuovere innovazione, competitività e inclusione. In questo scenario, la LUM conferma la capacità degli atenei del Mezzogiorno di contribuire attivamente ai processi di integrazione e cooperazione internazionale.

Le nuove collaborazioni aprono dunque prospettive significative per studenti, ricercatori e docenti, favorendo la circolazione delle conoscenze e la nascita di progetti ad alto impatto. Un investimento sul futuro che conferma il valore strategico della formazione e della ricerca come strumenti di crescita, innovazione e dialogo tra i popoli.