La politica di Modugno è nel pieno di un terremoto giudiziario che rischia di disgregare l’intero tessuto amministrativo cittadino. L’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Bari su presunti collegamenti tra mafia e politica, esplosa con l’arresto di novembre scorso dell’ex assessore comunale alle Attività produttive, Antonio Lopez, ha preso una piega ben più ampia e inquietante di quanto si potesse immaginare. Agli atti raccolti finora dagli inquirenti si sommano una quarantina di persone «attenzionate» dalla magistratura oltre ai principali protagonisti già finiti sotto indagine.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Bari e condotta con il supporto della Guardia di finanza e degli specialisti della Dda, ha portato alla luce, attraverso intercettazioni, analisi documentali e verifiche sul campo, una fitta rete di rapporti che coinvolgerebbe amministratori, esponenti politici, imprenditori e altri soggetti legati al mondo della criminalità mafiosa organizzata, nei cui comportamenti gli investigatori hanno ravvisato profili di sospetto rilevanti rispetto alle ipotesi accusatorie. La base dell’indagine è lo scambio elettorale politico-mafioso contestato a Lopez, che avrebbe cercato il sostegno di esponenti riconducibili al clan Parisi in cambio di denaro e altre utilità durante le elezioni comunali.
Anche il sindaco Nicola Bonasia risulta, attualmente, indagato nell’ambito degli stessi filoni di accertamento, pur senza misure cautelari, con il primo cittadino che ha annunciato di non voler presentare ricandidatura nelle prossime elezioni amministrative di primavera. La complessità dell’inchiesta si riflette nella massiccia mole di atti acquisiti, nell’analisi dei tabulati telefonici e nelle dichiarazioni finora verificate. Gli inquirenti non si limitano alle figure apicali: tra i soggetti attenzionati emergerebbero, anche, persone che, per la loro posizione sociale o professionale, avrebbero potuto favorire, secondo gli investigatori, il circuito di relazioni e scambi illeciti attorno all’amministrazione comunale. A dicembre scorso il prefetto di Bari, Franco Russo, ha nominato una Commissione di accesso agli atti che ha lavorato per oltre tre mesi sugli uffici del Comune di Modugno.
L’organismo ispettivo avrebbe riscontrato concreti elementi di possibile condizionamento mafioso nei processi decisionali e nei rapporti tra cittadini e amministratori, rafforzando l’ipotesi che la gestione amministrativa possa essere stata influenzata da soggetti della malavita organizzata. Le verifiche della Commissione, congiunte all’accertamento giudiziario, hanno portato alla compilazione di un dossier che potrebbe determinare misure straordinarie nei confronti del Comune, compresa la possibile proposta di scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, da sottoporre al capo delle Stato nei prossimi giorni.
Il caso ha già sollevato un intenso dibattito politico e istituzionale in città e in provincia, con richieste di trasparenza da parte delle opposizioni e la ferma collaborazione con la magistratura da parte degli amministratori coinvolti. Nel frattempo, l’attenzione degli inquirenti resta alta, con le indagini destinate ad approfondire i profili di responsabilità e a chiarire il ruolo delle persone oggi finite sotto la lente di ingrandimento della giustizia, in un clima di forte tensione sociale e istituzionale a Modugno.










