Rischia il processo don Nicola D’Onghia, ex parroco di Turi accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso in relazione alla morte della 32enne Fabiana Chiarappa, soccorritrice del 118, investita sulla strada statale 172. La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per il prete.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, la vittima sarebbe stata travolta dall’auto del sacerdote mentre si trovava già sull’asfalto, a seguito della caduta dalla sua motocicletta.
Le indagini dei carabinieri, supportate dall’analisi dei tabulati telefonici, indicano come causa della tragedia una distrazione del parroco, che al momento del passaggio sul corpo della giovane donna sarebbe stato impegnato nell’uso del cellulare.
L’accusa di omissione di soccorso si fonda sulle immagini delle telecamere di sicurezza di una stazione di servizio situata a pochi metri dal punto dell’impatto. I filmati ritrarrebbero l’imputato mentre ispeziona i danni alla carrozzeria della propria vettura subito dopo l’incidente.
Don Nicola D’Onghia era stato posto ai domiciliari il 29 aprile. Attualmente le misure cautelari sono state revocate, fatta eccezione per il ritiro della patente di guida che resta in vigore. Si attende ora la fissazione dell’udienza preliminare da parte del gip.









