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Modugno, inceneritore nell’area dell’ex Olearia Pugliese: si compatta il fronte del “No”

Arpa e Comune chiedono ulteriori approfondimenti prima di esprimersi con un proprio parere sulla vicenda

Modugno, inceneritore nell’area dell’ex Olearia Pugliese: si compatta il fronte del “No”
L’ex opificio dove dovrebbe sorgere il nuovo impianto al centro delle perplessità

Si allarga il fronte contrario al progetto di realizzazione del co-inceneritore proposto dalla società «Adelfia 1» nell’area dell’ex Olearia pugliese, lungo la Statale 96 a Modugno.

Un impianto destinato al trattamento di 200mila tonnellate annue di rifiuti che sta raccogliendo una crescente opposizione da parte di associazioni, movimenti politici e amministrazioni del territorio.

Dopo le osservazioni presentate dal coordinamento «No Inceneritore-No Newo», che riunisce diverse realtà ambientaliste e politiche, si è aggiunto il netto dissenso della sindaca di Bitetto, Fiorenza Pascazio, già protagonista della battaglia contro il biodigestore previsto a ridosso di Modugno, conclusasi con una vittoria al Tar.

Tra le voci contrarie figurano anche il circolo cittadino del Partito democratico; i Verdi di Modugno e Bari, il medico Agostino Di Ciaula, e l’ex parlamentare del Movimento 5 Stelle Francesca Ruggiero. Arpa, invece, così come Modugno, ha richiesto integrazioni riservandosi il giudizio in occasione della Conferenza di servizi. Al centro delle contestazioni ci sono soprattutto le possibili conseguenze ambientali e sanitarie dell’impianto.

Le osservazioni evidenziano, in particolare, l’assenza della Valutazione di incidenza sanitaria (Vis), ritenuta indispensabile per approfondire gli eventuali effetti epidemiologici sulla popolazione. Dubbi vengono sollevati anche sulla gestione delle emissioni odorigene e sulla loro valutazione rispetto alla normativa vigente. Nel mirino è finita anche la pubblicazione della documentazione progettuale, giudicata tardiva e poco accessibile, anche per la presenza di file in formato.