Quel “trenino” biancorosso, ben presto diventato famoso ed emulato in tutta Italia, è legato a filo doppio a Igor Protti. Importato nel 1994 da Miguel Guerrero, direttamente dalla sua Colombia e perfezionato durante la preparazione estiva, nella stagione successiva a “condurlo” fu quasi esclusivamente lo “zar” Igor coi 24 gol che gli valsero il titolo di capocannoniere assieme a Signori della Lazio.
La storia del trenino
«Guerrero ci parlò negli spogliatoi della loro esultanza a “quattro zampe” dopo un gol, ma non era molto chiara la modalità. A volte – ricorda Igor Protti in una intervista di qualche anno fa – i giocatori si disponevano in fila uno dietro l’altro, a volte come “cagnolini” sparpagliati. La prima volta, il trenino andò in scena a Padova, a settembre del 1994, dove il Bari vinse 2-0. Da allora si diffuse in tutta Italia anche sui campi da calcetto».
Il palcoscenico di “San Siro”
Ma il vero e proprio boom mediatico avvenne il 16 ottobre del ‘94 quando i biancorossi espugnarono lo stadio “San Siro” con i gol di Guerrero e Tovalieri. Ben presto, però, il colombiano finì ai margini del progetto di mister Materazzi tanto che l’ormai famoso trenino diventò quasi monopolio della coppia d’attacco Tovalieri-Protti. Il “cobra” di Pomezia si mise a capo ben 17 volte in quella stagione, mentre lo “zar” soltanto 7 in 28 partite.
Ciò che successe appena un anno dopo, suggerì una considerazione: la presenza (e il ruolo) in campo di Tovalieri, probabilmente soffocavano l’estro e le peculiarità tecniche di Protti. Non a caso, nella stagione 1995/96, con Tovalieri passato all’Atalanta, arrivò la vera e proprio consacrazione della “leggenda” biancorossa: 24 gol e primo posto nella classifica degli attaccanti di serie A, coinciso, però, con la retrocessione del Bari in B. Un binomio unico nella storia del calcio mondiale.
L’icona Protti e il trenino
Quel trenino, praticamente, diventò quasi a suo uso esclusivo (24 reti e 24 volte a capo del “convoglio”). Ecco perchè, nonostante fosse stato Miguel Guerrero a portare la singolare esultanza in Italia, quando si parla del trenino, il ricordo corre direttamente a lui, al re dei cannonieri della ultracentenaria storia biancorossa.
