«La gentilezza è la caratteristica che i clienti mi riconoscono più spesso, ed è anche quella che mi gratifica di più». Basta questa frase per capire chi è Francesca Bonerba, barese, tassista donna, una delle cinque oggi alla guida di un taxi a Bari. Voce energica e entusiasmo contagioso, per molti anni ha lavorato dall’altra parte, alle radiochiamate, coordinando le corse.
Poi l’arrivo del Covid che ha portato al licenziamento e la necessità di reinventarsi. Così, ha scelto di rimettersi in gioco, superando il concorso per le nuove licenze e investendo sul proprio futuro comperandone una. Adesso guida un taxi attrezzato anche per il trasporto di persone con disabilità.
I clienti come reagiscono salendo a bordo?
«Quasi sempre con sorpresa. Molti si aspettano di trovare un uomo e invece trovano me. Ma la vera soddisfazione è quando a fine corsa mi ringraziano e mi dicono che il viaggio è stato molto piacevole».
Che cosa le piace di questo lavoro?
«L’imprevedibilità. Non sai mai chi salirà, dove andrai, che storia ascolterai. Ogni corsa è diversa. E poi conosci tantissima gente. Io sono molto socievole, mi piace parlare con tutti. A tante persone fa piacere raccontarsi. In macchina si apre spesso uno spazio spontaneo di confidenza, e io ascolto volentieri».
Qual è la difficoltà maggiore?
«Il traffico. In certi orari è particolarmente intenso e il lavoro diventa stressante. Quando c’è tanto movimento bisogna reggere il ritmo. Ma anche questa è una bella sfida».
È un mestiere che consiglierebbe?
«Sì, se piace guidare davvero. Si passano molte ore in auto, quindi bisogna amare la strada. Però è un lavoro molto bello: vedi la città, incontri turisti e osservi la vita da vicino».
Turni e vita privata possono pesare?
«Serve organizzazione, come in tutti i lavori. Ci sono giornate più difficili, ma con equilibrio si può fare».
Cosa vorrebbe dire a chi ancora si stupisce ancora vedendo una donna tassista?
«Nel 2026 questo non dovrebbe sorprendere nessuno. Una donna può guidare un taxi come può fare qualsiasi altro mestiere. La vera differenza la fanno la serietà, la professionalità e il rispetto verso le persone».









