Home » Bari » Fiera del Levante, il presidente Gaetano Frulli: «Il dialogo è lo strumento per costruire la pace» – L’INTERVISTA

Fiera del Levante, il presidente Gaetano Frulli: «Il dialogo è lo strumento per costruire la pace» – L’INTERVISTA

In questi anni la gestione della Campionaria si è distinta per almeno due aspetti: la destagionalizzazione e l’apertura a eventi culturali

Fiera del Levante, il presidente Gaetano Frulli: «Il dialogo è lo strumento per costruire la pace» – L’INTERVISTA

L’89esima edizione della Fiera del Levante è la quarta per il presidente Gaetano Frulli. In questi anni la gestione della Nuova Fiera del Levante si è distinta per almeno due aspetti: grazie alle specializzate le attività fieristiche non sono tutte concentrate nel periodo della Campionaria, ma sono spalmate nel corso dell’anno, inoltre sono sempre di più gli eventi culturali e musicali che si svolgono nel quartiere fieristico.

Restano i punti critici, in particolare quello degli spazi, alcuni padiglioni sono ancora occupati dall’ospedale Covid.

Presidente, il claim di quest’anno è “Il dialogo parte da Levante imprese popoli cultura al centro del Mediterraneo”. Concretamente questo messaggio come si articolerà?

«Noi nella settimana fieristica vogliamo costruire un “think tank” all’interno della campionaria che vada dal lunedì al venerdì dove anche per merito dell’iniziativa della Camera di Commercio che ha riportato le Giornate del Mezzogiorno, noi vogliamo aprire al dialogo su tutti i campi. In questo momento il dialogo deve essere la forma più facile per riprendere le relazioni, che partono non solo dalle situazioni difficili geopolitiche, ma anche nel piccolo nel confronto tra le aziende, tra le imprese, nelle famiglie, nelle cose. La Fiera deve ritornare a essere il vero strumento per riprendere le relazioni tra le persone. Col dialogo mettere in connessione i popoli».

Un dialogo particolarmente difficile perché ad Est a dialogare sono soprattutto le armi. Quindi si tratta anche di un messaggio di pace.

«Assolutamente sì, l’anno scorso abbiamo lanciato il vero messaggio di pace, oggi vogliamo andare oltre, il dialogo è lo strumento giusto per incominciare a costruire la pace, con le armi è difficile fare la pace».

E ne soffrono anche gli scambi commerciali.

«Certamente. C’è una parte che fa affari sulle guerre, industria bellica e della ricostruzione, ma non è sicuramente quella sana, quella bella».

Quali sono i piatti forti di questa Fiera?

«Abbiamo dei convegni importanti, internazionalizzazione col Forum italiano dell’export, con Banca d’Italia parleremo dalla ZES, della sicurezza dal punto di vista del consumatore verso le banche e altro. Parleremo anche di salute, sanità, prevenzione, venerdì 25 avremo la giornata della ricerca che organizza l’Istituto Oncologico. Poi c’è l’Unicef che porterà il suo convegno all’interno, perché ovviamente la nostra partnership con l’Unicef va avanti e lanceremo il concerto di beneficenza che faremo a Natale, come l’anno scorso».

Quattrocentocinquanta espositori, tutto esaurito, quali sono le novità da un punto di vista merceologico e tecnologico?

«E’ l’unica campionaria in Italia che funziona e funziona per la sua storia, per la sua tradizione, ma poi di fatto funziona perché rivolta al pubblico e gli imprenditori che vengono in fiera investono per poter proporre i loro prodotti che siano artigiani, commercianti, industriali o meno. Quello che è cresciuto molto è il settore dell’arredamento. Infatti il nuovo padiglione è full già da maggio scorso e sarà dedicato solo all’arredamento per interni. E poi la Galleria delle Nazioni è ritornata ad essere centrale, infatti l’abbiamo spostata nel padiglione 20 perché avevamo bisogno di più spazio e poi ovviamente shopping, casalinghi. Il business che sviluppa più fatturato in assoluto indiretto è quello dell’automotive dove anche lì purtroppo, proprio per carenza di spazi, non abbiamo potuto accontentare tutte le concessionarie che volevano partecipare. I numeri che riescono a fare i concessionari del territorio sono numeri di vendita importanti».

L’idea di “destagionalizzare” la Fiera sta procedendo.

«Stiamo riuscendo a fare in media una fiera al mese, abbiamo portato la campionaria a essere il 25% dell’impegno fieristico totale prima era l’80%. Qui abbiamo un contenitore culturale importante, con i concerti in particolare. Siamo riusciti a essere la piattaforma più importante della regione in termini di offerta musicale, abbiamo fatto 24 concerti e siamo riusciti a mettere insieme tutti gli organizzatori pugliesi».

Ha invitato la premier Meloni per l’inaugurazione?

«Ovviamente l’ho invitata e ci hanno anche risposto dicendo che ci faranno sapere in queste ore».