Nei giorni precedenti alla Fiera Gaetano Frulli, presidente della Nuova Fiera del Levante, non nasconde la forte emozione. Quella del 2026 è l’edizione numero 89 e la terza a sua conduzione.
Presidente, quale l’emozione a poche ore dall’inizio?
«Sicuramente, come sempre nei giorni precedenti, c’è quella frenesia e quella vivacità che accompagnano una giornata così importante. il giorno prima di solito sono impegnato con gli ultimi saluti e gli appuntamenti istituzionali per la città, ma poi passo tutto il mio tempo in Fiera perché ci sono ancora tutti gli aspetti cerimoniali da seguire e le ultime verifiche da fare. Vedere quello che succede oggi fa davvero impressione: arrivi in Fiera e sembra quasi che non sia tutto pronto. Poi sai che domani mattina sarà tutto perfetto. È proprio questa la magia della vigilia».
Rispetto agli altri anni, quest’anno la macchina organizzativa è stata più semplice da gestire grazie anche all’esperienza maturata?
«Certo, la cosa che ci ha aiutato maggiormente è stata aver chiuso già a giugno l’attività commerciale. Avevamo quindi già un quadro molto chiaro: gli espositori erano definiti e gli spazi assegnati. Quando un’organizzazione è strutturata e programmata con largo anticipo, tutto il lavoro diventa più semplice. A questo si aggiunge l’esperienza che abbiamo maturato e le nuove competenze che abbiamo portato all’interno della Fiera con l’inserimento di nuove professionalità. Sono persone che hanno dato un brio diverso alla collaborazione e che stanno contribuendo, insieme alla storia e all’esperienza della Fiera, a costruire un nuovo percorso».
Quali sono invece le principali novità di questa edizione?
«Una delle novità più importanti è sicuramente quella che stiamo creando all’interno della Campionaria, con il nuovo spazio del Centro Congressi. L’obiettivo è costruire un nuovo modo di vivere la Fiera del Levante, non soltanto come luogo espositivo e commerciale, ma anche come spazio di confronto, approfondimento e partecipazione. Abbiamo organizzato eventi e convegni dedicati a tematiche molto diverse: dalla sanità all’economia, fino alla socialità, con relatori e stakeholder di grandissimo livello nazionale e internazionale. Naturalmente prosegue anche tutto quello che abbiamo costruito negli ultimi anni: il rapporto con San Nicola, nostro Santo Patrono, la collaborazione con Unicef, il Petruzzelli e gli spettacoli serali. Sono tutti elementi che fanno ormai parte dell’identità della Fiera. Ma la vera effervescenza è rappresentata anche dalla crescita del numero degli espositori. È un segnale importante, perché dimostra che c’è interesse e fiducia nei confronti della Campionaria.
Qual è la sfida per il futuro?
«La sfida è proprio questa: riuscire a mantenere forte l’identità storica della Fiera, adattandola però alle esigenze di oggi. La Fiera del Levante deve continuare a essere un punto di riferimento per il territorio, ma allo stesso tempo deve guardare sempre di più a una dimensione nazionale e internazionale».
