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Fabio De Pascalis: «Il turismo dentale è un fenomeno dilagante che lascia ferite profonde» – L’INTERVISTA

L’intervista a Fabio De Pascalis, segretario ANDI Bari-BAT e presidente CAO BAT

Fabio De Pascalis: «Il turismo dentale è un fenomeno dilagante che lascia ferite profonde» – L’INTERVISTA

De Pascalis quello della signora Anna può essere un caso emblematico di cosa può succedere se si cede alle illusioni dei bassi costi per sostenere le cure dentarie. È così?

«La storia della signora Anna mi colpisce profondamente, ma purtroppo non mi sorprende. Non è la prima che ascolto e, temo, non sarà l’ultima. Il turismo dentale si presenta con la promessa di cure rapide ed economiche, ma troppo spesso si rivela un percorso devastante per i pazienti. Parliamo di un approccio molto demolitivo e ben poco conservativo, in cui si sceglie la strada più veloce anziché quella più corretta: si estraggono denti che potrebbero essere salvati, si applicano protesi in tempi incompatibili con una buona guarigione, si lascia il paziente senza un’assistenza adeguata una volta tornato a casa. Quando la logica che guida le scelte è quella del profitto e non della cura, a pagarne il prezzo è sempre la persona».

Ha avuto fra le sue mani casi analoghi nel recente passato?

«Il racconto della signora Anna mi riporta inevitabilmente alla vicenda di Simone Del Vecchio, che ho seguito fin dal primo istante. Anche a quel ragazzo erano stati estratti 28 denti, ma per lui le conseguenze sono state ancora più drammatiche: ha trascorso molti mesi in rianimazione e ancora oggi ne porta addosso i segni. È una tragedia che non dovrebbe mai ripetersi e che dimostra fino a che punto possano spingersi i rischi di interventi così invasivi, eseguiti senza le necessarie garanzie».

Ma ci sono altri casi analoghi che non vengono alla luce?

«Ogni giorno ricevo segnalazioni da colleghi di tutta la regione che si trovano a dover rimediare a situazioni simili. Alcuni pazienti trovano il coraggio di raccontare quanto hanno vissuto, molti altri invece preferiscono tacere, per timore o per vergogna. Ma i casi sono tanti, e ne sentiamo parlare quotidianamente».

De Pascalis però oggettivamente le cure odontoiatriche in Italia e in Puglia costano parecchio.

«Curarsi in Italia significa poter contare su tutele concrete. Ogni studio odontoiatrico deve ottenere un’autorizzazione all’esercizio e rispettare precisi requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi, in linea con le normative nazionali ed europee: dall’apertura e gestione dello studio alle attrezzature, dalla sterilizzazione alla radioprotezione. Il professionista è iscritto all’Albo e risponde del proprio operato, anche sul piano deontologico. Le protesi sono dispositivi medici su misura, realizzati secondo il regolamento europeo e accompagnati da una dichiarazione di conformità che certifica i materiali utilizzati. E soprattutto il paziente non viene lasciato solo: può contare su controlli, assistenza e continuità di cura vicino a casa».