Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato. Entro il mese di luglio i cantieri dell’ex Fibronit, la drammatica “fabbrica della morte” che ha segnato la storia di Bari con la strage dell’amianto, entreranno nella loro fase conclusiva per lasciare definitivamente spazio al nuovo Parco della Rinascita.
A tracciare il cronoprogramma è stato il sindaco Vito Leccese, intervenuto oggi a margine del primo dei quattro incontri tematici denominati ‘Voci della rinascita’. «Spero che entro un mese e mezzo si possa arrivare alla fase finale dei lavori – ha annunciato il primo cittadino –. Ci saranno poi degli ultimi dettagli tecnici dei quali dobbiamo ancora discutere con l’Associazione temporanea di imprese che li sta realizzando, ma siamo ormai alle battute finali».
L’attesa per l’opera è altissima, non solo per il suo enorme e doloroso valore simbolico, ma anche per la sua importanza urbanistica. Si tratterà, infatti, del parco cittadino più centrale del capoluogo pugliese, un grande polmone verde incastonato strategicamente tra due quartieri densamente popolati come Japigia e Carrassi-San Pasquale.
Nelle intenzioni dell’amministrazione, la nuova area sarà un vero e proprio hub polifunzionale a cielo aperto: «Lo spazio sarà restituito completamente alla città – ha spiegato Leccese – e sarà destinato alle attività sportive, al tempo libero e si configurerà come un luogo di aggregazione, di socialità e di intrattenimento culturale».
Ma prima di tutto, ha sottolineato il sindaco con commozione, sarà un «luogo di vita». L’apertura del parco rappresenterà infatti il riscatto definitivo per un’intera comunità: «Ci lasciamo finalmente alle spalle quello che era lo stabilimento della Fibronit, un luogo di morte che ha provocato tante, troppe vittime. Una tragedia che non ha colpito solo coloro che hanno lavorato all’interno di quello stabilimento, ma anche i semplici cittadini del quartiere». Una ferita storica che Bari è ora pronta a rimarginare nel segno della natura e della rinascita.










