La Procura generale di Bari ha chiesto la condanna a 12 anni di reclusione per l’ex amministratore unico di Ferrovie del Sud Est, Luigi Fiorillo, condannato nel marzo 2024 a 10 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta e alcuni episodi di distrazione e dissipazione del patrimonio societario, risalenti agli anni tra il 2001 e il 2015.
La Procura generale, che aveva impugnato la sentenza del Tribunale, ha chiesto alla Corte d’Appello di condannare Fiorillo anche per altri episodi per i quali non era stato riconosciuto responsabile in primo grado. Secondo quanto ricostruito, le condotte di Fiorillo avrebbero causato il crac da 230 milioni della società, commissariata dal ministero dei Trasporti nel 2016 e poi acquistata da Ferrovie dello Stato.
La Procura generale ha anche chiesto la condanna a 10 anni di reclusione (contro i quattro del primo grado) per l’avvocato Angelo Schiano, nei cui confronti è stato chiesto anche il riconoscimento del ruolo di “amministratore di fatto e occulto” della società: a Schiano è contestato di aver aggravato il dissesto della società attraverso la distrazione di 27 milioni di euro dal patrimonio della società.
I pm hanno chiesto condanne, dai tre ai sei anni di reclusione, per sette degli otto imputati assolti dal Tribunale e la condanna a cinque anni di reclusione per un imputato per il quale, in primo grado, era stato disposto il “ne bis in idem”. Per il resto, la Procura generale ha chiesto alla Corte la conferma della sentenza di primo grado, con la quale erano state disposte altre tre condanne oltre quelle di Fiorillo e Schiano.
Costituite parti civili, oltre stessa Fse, anche Ferrovie dello Stato, il ministero dei Trasporti e la Regione Puglia. Il 20 ottobre si terrà la discussione degli avvocati delle parti civili.
