Anche la struttura detentiva di Bari rientra tra gli istituti scelti dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per testare l’efficacia delle nuove reti metalliche anti-drone, un sistema di difesa aerea pensato per sbarrare la strada ai continui tentativi di contrabbando. Montate a partire dall’inizio dell’estate sopra le zone scoperte e i punti di passaggio del penitenziario situato in corso Alcide De Gasperi, queste speciali schermature hanno lo scopo di bloccare i piccoli velivoli telecomandati impiegati per far recapitare sostanze stupefacenti, telefoni cellulari e schede SIM all’interno delle sezioni detentive. Un’iniziativa pilota che allinea il capoluogo pugliese ad altre realtà nazionali come Vicenza, Prato, Trieste e Napoli.
L’impiego delle nuove tecnologie rappresenta una sfida complessa per la sicurezza degli istituti di pena: attraverso i droni, infatti, vari esponenti della criminalità riescono a scavalcare i controlli di vigilanza tradizionale, mantenendo contatti costanti con l’esterno e continuando a impartire ordini o gestire attività illecite a distanza.
A riprova dell’utilità dell’impianto, ben visibile dall’esterno del complesso, nei giorni scorsi si è registrato il primo risultato concreto: un drone carico di materiale illegale è stato catturato al volo dalle maglie metalliche mentre sorvolava la struttura, impedendo che il carico arrivasse a destinazione. Nei prossimi mesi il monitoraggio proseguirà per verificare se questo ostacolo fisico saprà scoraggiare i tentativi di sorvolo o se sarà necessario potenziare il sistema affiancandolo in maniera sistematica ai dispositivi neutralizzatori a radiofrequenza, come i fucili jammer, già adottati per interrompere i segnali dei velivoli.
