Sognare è lecito per la Lazio, che si prende la vetta della classifica in solitaria superando in rimonta il Cagliari all’Olimpico. Con questo successo i biancocelesti centrano la nona vittoria in 10 partite, mantenendo l’imbattibilità e approfittando del passo falso dell’Inter per portarsi a più tre sui nerazzurri, issandosi da soli in testa alla graduatoria per la prima volta dalla stagione 2010/11, quando sulla panchina siedeva Edy Reja. Un traguardo straordinario per la squadra guidata da Rino Gattuso, al termine di una sfida tutt’altro che agevole contro la compagine di Fabio Pisacane.
L’avvio di gara vede i padroni di casa premere subito forte con i tentativi di Davide Frattesi e Mattia Zaccagni, pronti a testare i riflessi di Elia Caprile. Nonostante il predominio territoriale dei romani, a sbloccare il punteggio sono i rossoblù: complice una disattenzione della retroguardia di casa, Fadera serve un assist invitante per M’Bala Nzola, il quale tutto solo insacca con il sinistro all’interno dell’area di rigore. La Lazio accusa visibilmente il colpo, faticando a trovare spazi nella difesa sarda e affidandosi a fiammate estemporanee. La svolta arriva proprio grazie a un’intuizione di Gustav Isaksen, autore del suo quarto centro nelle ultime 5 partite, capace di battere Caprile con un preciso sinistro sul palo lungo che ripristina la parità prima dell’intervallo, nonostante un successivo brivido per un tiro di Fazzini terminato a fil di palo.
Nella ripresa il copione tattico si ripete con i capitolini stabilmente in proiezione offensiva. Gattuso e Pisacane rimescolano le carte, con l’ingresso di Mendy per Nzola tra gli ospiti e l’inserimento di forze fresche tra i padroni di casa. La porta difesa da Caprile sembra stregata: prima Taylor sfiora il bersaglio su calcio di punizione, poi lo stesso centrocampista ex Ajax ripete l’occasione e Isaksen accarezza il legno con un altro sinistro velenoso. L’assedio laziale si concretizza finalmente nel finale grazie a Andrea Pinamonti: subentrato nella ripresa, l’attaccante gira splendidamente di testa un tiro-cross di Pedraza, approfittando anche della temporanea assenza di Deiola, rimasto a terra dopo aver respinto con il volto una conclusione di Dele-Bashiru.
Gli ultimi minuti si rivelano di pura sofferenza per i tifosi biancocelesti, complice anche l’inferiorità numerica del Cagliari rimasto in dieci uomini per il doppio cartellino giallo rimediato da Adam Obert. Al triplice fischio dell’arbitro Colombo, l’Olimpico esplode di gioia per un primato solitario che mancava da sedici anni, suggellando l’inizio di un sogno che ripaga l’enorme lavoro svolto da Gattuso e dal suo gruppo.
