Non solo repressione e controlli ma anche educazione e comunicazione con i giovani per garantire maggiore sicurezza in città. Sarà questa la bussola di Rossana Riflesso, nuova prefetta di Bari, che si è insediata ieri e oggi ha incontrato la stampa.
«La sicurezza – ha affermato – non può più essere intesa solo come maggiore presenza di forze dell’ordine e controllo stringente del territorio, ma dobbiamo realizzarla tutti insieme e passa attraverso l’educazione e la comunicazione con i giovani».
Alla domanda se chiederà ulteriori rinforzi di forze dell’ordine al ministro dell’Interno Piantedosi, ha risposto: «Vediamo, io ci proverò sempre».
Parlando dei temi di più stringente attualità, Riflesso ha etichettato come «orribile» l’immagine del volto tumefatto di Giuditta D’Elia, la 26enne picchiata nei giorni scorsi nel parco Rossani del capoluogo pugliese, e ha evidenziato che «di sicurezza urbana parlerò a breve con il sindaco Leccese e troveremo un punto di incontro su tutto».
Quanto alla movida, che in alcuni quartieri della città crea problemi ai residenti, Riflesso ha spiegato che «è un’opportunità, ma va governata. Ho visto realtà nelle quali la movida non esiste e i ragazzi vanno via, i turisti vanno via. Ci sono interessi contrapposti che vanno rispettati». La prefetta ha poi parlato dei continui assalti ai bancomat, «una caratteristica di tutta la Puglia, soprattutto della parte nord e della provincia di Bari. Faremo quello che è necessario in collaborazione con la magistratura».
Infine, il suo ruolo nell’antimafia: «Al di là dei compiti della magistratura – ha concluso – il mio compito è quello del monitoraggio dei Comuni, per cogliere i segnali più banali che possono però essere significativi».
Rossana Riflesso arriva dalla Prefettura di Barletta-Andria-Trani e, a Bari, raccoglie il testimone da Francesco Russo.
