È un turismo internazionale sempre più a trazione europea quello che ha scelto Bari nell’estate 2026. Secondo i dati diffusi da Uber, Regno Unito, Francia e Polonia occupano i primi tre posti tra i Paesi di provenienza dei visitatori internazionali, tutti con una crescita di circa il 25 per cento rispetto all’estate 2025. Un dato che conferma la crescente attrattività del capoluogo pugliese sui mercati europei e che si inserisce in un quadro di generale espansione dei flussi turistici verso la città. Numeri che trovano riscontro anche nell’andamento degli arrivi e dei pernottamenti registrati sul territorio.
Secondo i dati raccolti da Pay Tourist, la piattaforma che permette al Comune di gestire la tassa di soggiorno, nel periodo compreso tra il 1° agosto e il 10 settembre 2026 Bari ha registrato 167.150 arrivi e 479.424 pernottamenti, con una permanenza media di 2,87 notti per visitatore. Il gettito dell’imposta di soggiorno ha raggiunto 818.899 euro. È soprattutto il confronto con lo stesso periodo del 2025 a restituire la dimensione della crescita. Gli arrivi aumentano del 7,47 per cento, passando da 155.537 a 167.150, mentre i pernottamenti crescono del 12,12 per cento, da circa 427 mila a oltre 479 mila. Una differenza significativa: significa che l’aumento non riguarda soltanto il numero dei visitatori, ma anche il tempo trascorso in città.
La permanenza media sale infatti a 2,87 notti, contribuendo a far crescere del 12,52 per cento anche il gettito dell’imposta di soggiorno. L’altro elemento che caratterizza la stagione è l’elevata componente internazionale. L’84,17 per cento dei pernottamenti è riconducibile a visitatori stranieri, in aumento rispetto all’81,50 per cento del 2025. L’Italia resta il primo singolo mercato, con il 15,83 per cento, ma la Polonia è ormai a brevissima distanza, con il 15,57 per cento. Seguono Francia, con il 7,83 per cento, Romania, al 7,17 per cento, e Ungheria, al 5,52 per cento. Nel complesso, è soprattutto l’Europa centro-orientale a rafforzare il proprio peso nella domanda turistica barese, rappresentando oltre il 32 per cento dei visitatori. Un dato che si affianca alla presenza consolidata dei mercati dell’Europa occidentale, come Francia e Germania, e a quella dei turisti provenienti dagli Stati Uniti e dal Sud America. La fotografia restituita dai dati è quindi quella di una città che non dipende più da un solo mercato, ma intercetta flussi sempre più diversificati. A sostenere questa apertura internazionale è anche la crescente accessibilità della città.
I collegamenti aerei rappresentano infatti uno degli elementi decisivi per intercettare nuovi mercati e allungare la stagione turistica. In questo quadro si inseriscono anche i voli da e verso New York, che nel corso dell’estate hanno fatto registrare una stima di circa 21 mila passeggeri. Si tratta tuttavia di un dato ancora parziale, in attesa che vengano resi disponibili nei prossimi giorni i numeri ufficiali e definitivi. La crescita dei pernottamenti più sostenuta rispetto a quella degli arrivi suggerisce inoltre un altro elemento: Bari non sta soltanto aumentando il numero dei turisti che la raggiungono, ma sembra riuscire a trattenerli più a lungo. Un aspetto particolarmente rilevante per l’economia locale, perché una permanenza maggiore significa potenzialmente più consumi sul territorio, dalla ristorazione alle attività commerciali, dai servizi alle visite culturali. Il quadro che emerge è quello di una Bari sempre più inserita nei circuiti del turismo internazionale. L’Europa resta il principale bacino di riferimento, con una particolare accelerazione dei mercati dell’Est, mentre i collegamenti intercontinentali contribuiscono ad ampliare ulteriormente il raggio d’azione della città
