«La Camionale è un’opera fondamentale per rilanciare l’economia locale della città metropolitana e poi potrebbe essere un elemento attrattivo per gli investimenti che si vorranno programmare nei nostri territori. Poi c’è il tema dell’impatto ambientale e quindi della capacità che avremo di togliere il traffico pesante dalle strade cittadine. Decongestioniamo il traffico, ma soprattutto riduciamo l’inquinamento sia acustico che ambientale sarà molto più semplice prendere l’autostrada e dell’autostrada arrivare direttamente al porto». Michelangelo Cavone, oltre ad essere consigliere del sindaco per la viabilità e i trasporti della Città metropolitana di Bari, ha seguito la questione della Camionale, sin da quando era solo un’idea.
Consigliere Cavone però 8 anni per arrivare al progetto definitivo forse sono un po’ troppi, non crede, cosa non ha funzionato?
«Assolutamente no, non è troppo. Io ho seguito dall’inizio. Si tratta di un progetto così complesso che deve scontare non solo le tante autorizzazioni, ma anche tutte le conferenze dei servizi fatte con i singoli enti gestori dei sottoservizi, Autostrade, Anas, Ferrovie, Autorità portuale. La progettazione definitiva è durata dal marzo del 2025 fino a ieri. Abbiamo avuto un’interlocuzione quotidiana con Asset Puglia, ci sono 900 tavole con migliaia di pagine di relazioni su ogni singola interferenza, c’è una complessità progettuale enorme. Poi le interlocuzioni con tutte le società, le singole aziende della zona industriale a cui noi abbiamo trasferito il progetto preliminare e loro hanno risposto con delle osservazioni».
Che tempi ci sono adesso per arrivare al progetto esecutivo?
«Ieri abbiamo dichiarato la pubblica utilità. Quindi tra un mese, un mese e mezzo potremmo iniziare i lavori. Abbiamo già il progetto esecutivo diviso in quattro lotti, per cui noi inizieremo col primo lotto e il progetto esecutivo del primo lotto c’è già (dall’area portuale zona Marisabella fino all’opera di scavalcamento della statale 16, ndr)».
Undici chilometri di tracciato per un costo di 300 milioni, ma c’è chi dice che ce ne vorranno 360, è così?
«Sono fondi ministeriali, i prezzi sono aggiornati al 2023. Poi ci sarà un aggiornamento e si arriverà a 360 milioni».
E come si interverrà?
«Non escludo che ci potranno essere anche altri fondi, regionali per esempio. Abbiamo affidato all’esterno la progettazione, c’è questo consorzio di Perugia. Loro nella fase esecutiva aggiorneranno anche il prezzario».
Cavone ma come si farà con le aziende della zona industriale che si affacciano su quello che sarà il tracciato?
«Abbiamo parlato con tutte, avranno un accesso agevolato, abbiamo condiviso sia con ASI, sia con i comuni, ma soprattutto con le singole aziende a cui abbiamo trasmesso il PFTE, abbiamo condiviso i problemi e le soluzioni».
