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Bari, Maria Mitola prima donna alla guida della Corte d’Appello: «Segno che le istituzioni si evolvono»

Alla cerimonia hanno partecipato, oltre ai vertici degli uffici giudiziari baresi e dell’avvocatura, il viceministro Sisto e il presidente Decaro

Bari, Maria Mitola prima donna alla guida della Corte d’Appello: «Segno che le istituzioni si evolvono»

La giudice Maria Mitola è la prima donna a guidare la Corte d’Appello di Bari. La nuova presidente si è insediata stamattina in una partecipata cerimonia che si è svolta nell’aula magna del Palagiustizia di piazza Enrico De Nicola, nel capoluogo pugliese.

«Considero questa nomina non un punto di arrivo, ma un’assunzione di responsabilità», commenta Mitola.

Il fatto che per la prima volta una giudice donna sia chiamata a presiedere la Corte «non è un traguardo personale, ma ha certo un significato simbolico – aggiunge -, perché è il segno della capacità delle istituzioni di evolversi e di riconoscere il valore delle persone oltre il genere, con l’auspicio che un giorno tale circostanza non debba più essere sottolineata perché divenuta ordinaria normalità».

Nel suo intervento di saluto, la neo presidente della Corte d’Appello di Bari ha fatto anche un passaggio sulla necessaria «apertura alle tecnologie innovative, in particolare l’intelligenza artificiale che vanno considerate risorse e non tabù. Questa apertura non deve, però, far perdere di vista la funzione essenziale della giurisdizione che consiste nel comprendere i conflitti, valutare le responsabilità e tutelare le libertà. Nulla potrà mai sostituire il giudizio umano, perché nel processo lo Stato incontra concretamente la persona e in questo incontro si misura la qualità della democrazia».

Mitola evidenzia, poi, che «viviamo una stagione in cui la giustizia è sottoposta a forti sollecitazioni, i cittadini chiedono decisioni rapide, le imprese prevedibilità, l’Europa efficienza. Sono esigenze legittime, ma la qualità della giustizia non può coincidere con la sulla velocità. La responsabilità organizzativa consiste dunque nel rendere il tempo del processo compatibile con il tempo della vita delle persone, senza sacrificare la qualità della decisione e senza dimenticare che dietro ogni fascicolo processuale vi sono una persona, un diritto, un interesse, una libertà».

La Corte d’Appello di Bari, prosegue, è «una delle più importanti del Paese, punto centrale della vita istituzionale del Mezzogiorno e luogo di equilibrio del sistema giudiziario del distretto, chiamata a operare in un territorio ricco di energie civili, economiche e culturali, ma anche attraversato da fragilità e contraddizioni». Non ultimo, il riferimento alle criticità, dalle «gravi carenze di organico della magistratura e del personale amministrativo, pur a fronte di una domanda di giustizia crescente», con una scopertura del 27%, e «la questione dell’edilizia giudiziaria, con l’auspicio di una definitiva soluzione e della realizzazione finalmente» del Parco della Giustizia.

Il procuratore generale della Corte di Appello, Leonardo Leone De Castris, evidenzia che Mitola è «la prima donna di Corte d’Appello a Bari, un dato di per sé neutro, non una novità nel panorama della magistratura, però un fatto che in questo momento, in cui tante cose stanno cambiando nel mondo e si torna a parlare di patriarcato, ha un suo significato». Anche il procuratore di Bari, Roberto Rossi, parla di una «nomina molto importante per la magistratura barese e per il territorio. Le donne hanno fatto fare alla magistratura italiana un grande cambiamento in positivo, sono riuscite a modificare anche il modo di vedere». Il presidente del Tribunale di Bari, Alfonso Pappalardo, definisce la presidente Mitola una magistrata «mite ma non debole», mentre dall’avvocatura, per voce del presidente dell’Ordine Salvatore D’Aloiso, e dall’Anm distrettuale, con la presidente Antonella Cafagna, è stata manifestata la disponibilità «ad un dialogo sempre costruttivo».