Una sciarpa tesa, un fiore, un silenzio commosso e tante lacrime. Il dolore per la scomparsa di Igor Protti si è riversato spontaneamente nel cuore del quartiere Poggiofranco di Bari, dove per tutto il pomeriggio di oggi è andato in scena un continuo, silenzioso pellegrinaggio di tifosi. Il punto di ritrovo non poteva che essere il grande murale dedicato allo “Zar”, l’opera che lo immortala con l’indimenticata maglia biancorossa degli anni Novanta e che oggi è diventata il santuario laico del popolo barese per l’ultimo saluto al bomber, stroncato a 58 anni dopo una lunga malattia.
Davanti a quel ritratto, centinaia di persone di ogni generazione hanno voluto lasciare un ricordo del proprio affetto, a testimonianza di un legame viscerale che il tempo e la distanza non hanno mai scalfito.
In mezzo alla folla, confusi tra la gente comune, non sono voluti mancare gli amici di sempre e gli storici compagni di squadra dell’epopea del Bari. Campioni come Sandro Tovalieri – che con Protti ha formato una delle coppie d’attacco più iconiche della storia del club –, Massimiliano Tangorra e Alfonso Cacciapuoti si sono ritrovati davanti al murale per rendere omaggio al compagno scomparso. I loro sguardi rigati dalle lacrime hanno testimoniato lo spessore dell’uomo, prima ancora che del calciatore, e la profondità di un legame umano nato nello spogliatoio e rimasto intatto negli anni.
La città intera si sta stringendo in queste ore attorno alla famiglia dello “Zar”, un fuoriclasse che ha saputo farsi amare per la sua dignità, la sua pulizia morale e il rispetto totale per i colori della terra che lo aveva adottato.
L’appello degli ultras
Il ricordo del Re Igor, tuttavia, è destinato a spostarsi presto in quella che è stata la sua arena naturale. I gruppi organizzati della tifoseria del Bari hanno infatti già lanciato un appello a tutto il popolo biancorosso in vista del prossimo impegno casalingo: «Venerdì riempiamo il San Nicola per Igor».
I capi ultras e i club hanno dato appuntamento alla prossima settimana per tributare allo Zar l’ultimo, monumentale saluto, con una coreografia e un coro unanime che faranno tremare lo stadio, per far sentire a Protti che il suo posto nella storia di Bari resterà eterno.
