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Il mondo del calcio piange la perdita di Igor Protti: tutta la commozione della città di Bari per lo Zar

L’ex attaccante, ribattezzato dai tifosi “lo Zar”, aveva 59 anni e da circa un anno combatteva a viso aperto contro un tumore al colon

Il mondo del calcio piange la perdita di Igor Protti: tutta la commozione della città di Bari per lo Zar

Il mondo del calcio si ferma per piangere la scomparsa di uno dei suoi eroi più puri, amati e trasversali. Si è spento oggi, venerdì 19 giugno 2026, Igor Protti. L’ex attaccante, ribattezzato dai tifosi “lo Zar” e descritto nel panorama sportivo come “l’ultimo eroe romantico”, aveva 59 anni e da circa un anno combatteva a viso aperto contro un tumore al colon.

Una battaglia, quella contro la malattia, che il bomber nato a Rimini nel 1967 aveva reso pubblica il 5 luglio dello scorso anno e che aveva affrontato con lo stesso coraggio mostrato in campo. Commovente e indimenticabile la sua ultima apparizione pubblica, lo scorso 25 maggio, quando – visibilmente provato dal male – si era fatto sorreggere a braccio dal figlio Nicholas Flavio pur di non mancare all’appuntamento più importante: accompagnare all’altare l’amata figlia primogenita Noemi.

Capocannoniere in ogni categoria

La leggenda sportiva di Igor Protti resterà scolpita negli annali delle statistiche del calcio italiano. Insieme a Dario Hübner, Protti detiene un primato straordinario ed esclusivo: è stato capace di laurearsi capocannoniere in tutte e tre le principali categorie professionistiche (Serie A, Serie B e Serie C).

Cresciuto nel Rimini, ha legato in maniera viscerale la sua carriera a due piazze in particolare:

  • Livorno: Arrivato appena diciottenne, vi è tornato nel 1999 per scrivere una favola meravigliosa. Sotto la sua guida (e in coppia con Cristiano Lucarelli), i toscani hanno centrato la storica doppia promozione dalla C1 fino al grande ritorno in Serie A dopo 54 anni d’attesa. Nel gennaio scorso, la città toscana lo aveva insignito della Livornina d’oro, la massima onorificenza cittadina.
  • Bari: In Puglia Protti ha vissuto la consacrazione massima nell’élite del calcio, vincendo la classifica marcatori della massima serie nella stagione 1995-96 con ben 24 reti in maglia biancorossa, prima di vestire le maglie prestigiose di Lazio e Napoli.

Il lutto e la commozione di Bari

La notizia della scomparsa ha generato un’autentica ondata di commozione nel capoluogo pugliese, di cui Protti era ufficialmente cittadino onorario dal 2007, non solo per i meriti sportivi ma anche per le numerose iniziative di solidarietà promosse sul territorio.

L’Ssc Bari, unendosi al dolore della famiglia, lo ha salutato con una nota toccante: «I tuoi gol, le tue corse sotto la curva, il tuo amore per questi colori hanno fatto sognare generazioni di tifosi. Oggi tutte le tue tifoserie piangono insieme, ma celebrano anche l’onore di averti avuto come simbolo». Parole d’amore sono arrivate anche dai gruppi ultras della Curva Nord, che lo hanno definito senza mezzi termini una «leggenda infinita che ha sudato, lottato e amato la nostra maglia».

Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha voluto tributare un ricordo istituzionale e profondo al campione, annunciando un’iniziativa per renderne eterno il ricordo tra le strade cittadine: «Ci sono campioni che scelgono una squadra per la gloria e uomini che scelgono una maglia per amore. Igor Protti ha incarnato lo spirito più generoso e fiero di Bari. Individueremo un luogo simbolico della città che possa portare il suo nome, per rendere omaggio non solo a un campione straordinario, ma soprattutto a un uomo che ha saputo diventare uno di noi. I tifosi non smetteranno mai di cantare il tuo nome».

Straziante anche il ricordo affidato ai social dal presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, legato a Protti da una profonda e datata amicizia personale: «Ogni volta che lo sentivo, la sua voce era più flebile. E io non ci riuscivo a nascondere la paura di perderlo. Ed era lui a farmi coraggio… Lui, a me. ‘È stata una giornata meravigliosa’ mi ha scritto pochi giorni fa, dopo il matrimonio di sua figlia. Voglio ricordarlo così, con una frase piena di meraviglia. Quella che ci ha regalato da calciatore, da uomo, da amico».