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Bari diventa la città dell’amore: con il Gender Festival 22 appuntamenti tra libertà, identità e inclusione

Torna il Big Love diretto da Tita Tummillo e Miki Gorizia. Dal 5 al 28 novembre spettacoli e incontri con protagonisti della scena internazionale

Bari diventa la città dell’amore: con il Gender Festival 22 appuntamenti tra libertà, identità e inclusione
La conferenza stampa di presentazione del Bari Interanational Gender Festival. Da sinistra Tita Tummillo, Miki Gorizia, Pamela Diamante, Paola Romano, Micaela Paparella

L’amore come atto politico, pratica pubblica e collettiva, giustizia sociale e principio ispiratore per le cose belle: benvenuto al Big Love, il Bari International Gender Festival, alla sua XII edizione. La manifestazione, in programma dal giovedì 5 a sabato 28 novembre, ha la direzione artistica di Tita Tummillo e Miki Gorizia e quest’anno, con tutto l’amore che si può, è dedicata ad Andrea Sorino, il tecnico del suono del Festival, figura di spicco, scomparso troppo presto. Il progetto multidisciplinare e transfemminista di arti performative, promosso e organizzato dalla cooperativa sociale AL.I.C.E., è stato presentato ieri, nello spazio Murat, in piazza del Ferrarese. In scena, su vari palchi della città, performance coreografiche d’eccezione e personalità di spicco della ricerca contemporanea.

Amore e cultura

Ad inaugurare il Big Love sarà, al Teatro Kismet di Bari, alle 21, The Blue Hour del ballerino e regista Benjamin Kahn, con il sostegno della Fondazione Nuovi Mecenati e dell’Institut Francais Italia. «Per iniziare – ha spiegato Gorizia – abbiamo scelto un lavoro che, metaforicamente, richiama al tema dell’assenza e al potere generativo. L’ora del blu è quando termina il giorno e arriva la notte, un tempo sospeso e rappresenta anche il nostro momento di smarrimento. È una grande emozione in quanto Benjamin lavora molto sugli stati di emozionali. In chiusura Festival invece ci sarà il tema della gioia assoluta, con Puff, diretto dalla coreografa brasiliana Alice Ripoll e interpretato da Hiltinho Fantastico, con il sostegno alla mobilità internazionale di Instituto Guimaraes Rosa e Cambio». Ad esprimere grande entusiasmo per la rassegna è stata Paola Romano, assessora alle culture del Comune di Bari: «È un appuntamento fondamentale del palinsesto culturale della città – ha dichiarato – e porta in tanti luoghi del capoluogo ben ventidue esibizioni sul filo del trasfemminismo e dell’arte contemporanea. E quest’anno – ha precisato – al centro di tutte le performance c’è il focus dell’amore. E insieme a questo sentimento, in parallelo, c’è anche il tema dell’assenza delle relazioni; una mancanza che porta poi a conflitti di ogni genere». L’amore come scommessa quindi, per trasformare le coscienze.

A sottolineare l’importanza delle parole amore e cultura è stata Tummillo: «A questo proposito – ha detto – vorrei ricordare le parole che Nichi Vendola ha pronunciato dopo la scomparsa di Annibale D’Elia, capo del Dipartimento Cultura della Regione Puglia: “La cultura è sempre struttura riparativa”. Ecco, il Big Festival ha questo come obiettivo». I luoghi dove si svolgerà il tutto, oltre al Kismet, sono Nuovo Teatro Abeliano, Spazio Murat, Spazio 13, poi coinvolti il Multicinema Galleria, Palazzo Ateneo – aula C, Museo del Mare, Officina degli Esordi, Kursaal Santa Lucia, Caffè Nero.

Novità in divenire

C’è, in più e con effetto sorpresa, la partecipazione della Pinacoteca Metropolitana Corrado Giaquinto di Bari. «L’anno scorso – ha raccontato la consigliera Micaela Paparella, delegata alla valorizzazione del Museo – abbiamo partecipato al Festival producendo L’estetica della violenza prima personale italiana dell’attivista brasiliana Berna Reale. In Pinacoteca infatti è stato presentato, in anteprima internazionale, il video Mayday Mayday e che l’artista ha successivamente donato alla nostra collezione. Quest’anno con Pamela Diamante, curatrice del focus Arte contemporanea del Big, saremo presenti con un progetto di respiro internazionale e che sveleremo nel corso del Festival. Protagonista – ha svelato – sarà un artista di rilievo e la cui attività indaga il rapporto tra arte, potere e istituzioni culturali, attraverso pratiche partecipative che mettono l’arte in relazione diretta con le questioni politiche e sociali del presente». Nell’ambito del Festival spazio alla sezione Mini Big sul tema «Ripensare la maschilità insieme alle nuove generazioni» e il 17 novembre, alle 9, al Galleria di Bari si terrà una tavola rotonda su «Adolescenze al maschile plurale». Al Festival, in programma, anche musica, elettronica e club culture: dal dialetto tarantino alla techno internazionale.