La sala operatoria ha dato una risposta positiva, le liste d’attesa invece raccontano un’altra storia. È il paradosso vissuto da un paziente barese di 90 anni, invalido al 100 per cento e affetto da un quadro clinico estremamente complesso, che dopo essere stato sottoposto a un delicato intervento al cuore si trova ora a fare i conti con le difficoltà del sistema delle prenotazioni sanitarie.
L’anziano, già in passato operato per l’inserimento di due stent alle arterie coronarie, portatore di pacemaker, con insufficienza renale e diabete, a metà luglio è stato sottoposto a un intervento chirurgico salvavita sulla valvola mitrale. Un’operazione importante, conclusa positivamente secondo l’équipe medica che lo ha seguito, tanto da consentire la dimissione dall’ospedale dopo circa una settimana.
Nel piano indicato dai sanitari, però, c’era un passaggio fondamentale: il paziente avrebbe dovuto tornare il prossimo 2 settembre per una visita di controllo portando con sé una serie di esami necessari a valutare le condizioni del cuore dopo l’intervento. Tra questi, un Ecodoppler cardiaco e un Holter.
Proprio per la delicatezza della situazione, il medico curante ha prescritto entrambi gli accertamenti con codice di priorità “B”, cioè da effettuare entro dieci giorni. Una richiesta motivata dalla necessità di monitorare un paziente anziano e fragile reduce da una procedura chirurgica complessa. Ma al momento della prenotazione attraverso il sistema informatizzato regionale è arrivata la sorpresa: le prime disponibilità non rispettano le indicazioni cliniche.
Per l’Holter la prima data utile individuata è il 3 settembre a Bari, cioè il giorno successivo alla visita cardiologica già fissata dall’ospedale. Per l’Ecodoppler cardiaco, invece, l’appuntamento disponibile slitta addirittura all’11 novembre a Gravina in Puglia. Una distanza temporale che appare in evidente contrasto con la necessità di un controllo ravvicinato indicata dai medici.
La vicenda dell’88enne barese diventa così il simbolo delle difficoltà che molti cittadini incontrano quando devono trasformare una prescrizione urgente in una prestazione realmente accessibile. Al di là degli annunci e degli interventi programmati per ridurre le attese, resta la domanda di chi, come questo paziente, ha bisogno di risposte immediate: come può una richiesta classificata urgente trovare una soluzione soltanto mesi dopo? Per i pazienti più vulnerabili il tempo non è soltanto una questione organizzativa, ma può diventare un elemento decisivo per la salute.
