Dal Gargano al Salento, la caccia ai bagnini continua anche ad agosto. Un’emergenza che si ripresenta ogni estate ma che, ormai, ha assunto i contorni di un problema strutturale per il sistema balneare pugliese. La difficoltà nel reperire assistenti bagnanti mette in affanno gli stabilimenti lungo tutta la costa regionale proprio nel periodo di massima affluenza turistica. Secondo le stime del settore, in Puglia sarebbe necessario aumentare di almeno il 30% il numero di bagnini per coprire il fabbisogno. Intanto, un lido su tre è alla ricerca di personale qualificato per completare gli organici della stagione estiva. Una criticità che interessa l’intero litorale pugliese, ma che sul Gargano, dove in questi mesi si concentra un elevato flusso turistico, assume proporzioni ancora più marcate.
La situazione
Per il Sindacato italiano balneari (Sib) aderente a Fipe-Confcommercio non si tratta più di una difficoltà legata alla stagione, ma del risultato di un mestiere che negli anni ha perso attrattività. «È un fatto strutturale grave – commenta il presidente del Sib, Antonio Capacchione – l’Italia ha le spiagge più sicure d’Europa grazie a un sistema di vigilanza capillare. Questo, perché gli stabilimenti balneari sono presidiati e la presenza dell’assistente bagnante è obbligatoria». Capacchione punta poi l’attenzione sul diverso regime previsto per gli arenili liberi: «Da tempo denunciamo un doppio standard. Sulle spiagge libere, nella maggior parte dei casi, è sufficiente installare un cartello di avviso, mentre negli stabilimenti il servizio di salvataggio è imposto dalla legge.
Non è un caso che proprio sulle spiagge libere si registri un aumento degli annegamenti». A rendere sempre più difficile il ricambio generazionale sarebbero soprattutto il peso delle responsabilità e le condizioni economiche considerate poco competitive. In altre parole, a parità di contratto stagionale, molti giovani, anziché avviare un percorso per diventare bagnino, preferiscono impiegarsi nella ristorazione, dove le responsabilità sono minori e si guadagna grazie alle mance. Da qui, l’appello del Sib al Governo per valorizzare una professione ritenuta fondamentale per la sicurezza in mare.
