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Serie A, tutti gli episodi arbitrali della quinta giornata: cosa dice il regolamento

La mappa dei casi più contestati e il perché delle decisioni prese in campo e al Var con il confronto del testo

Serie A, tutti gli episodi arbitrali della quinta giornata: cosa dice il regolamento

La nuova linea arbitrale firmata da Orsato comincia a far storcere il naso a qualcuno. La quinta giornata di Serie A appena andata in archivio ha riaperto infatti ferocemente il dibattito sulla soglia di intervento del VAR: questo per via di alcuni episodi accaduti negli ultimi due giorni che hanno lasciato parecchie perplessità sulla decisione di non intervenire per assegnare dei calci di rigore. Su tutti, in particolare, le polemiche si sono alzate per un intervento su Oristanio in area in Bologna-Torino e per una maglia tirata a Rowe in Juventus-Atalanta. Ma non solo questi, andiamo a vedere tutte le situazioni che hanno portato alle decisioni dei direttori di gara in campo e ai controlli del VAR, grazie alla lente del regolamento.

Intervento di Heggem su Oristanio: il regolamento

Serie A, tutti gli episodi arbitrali della quinta giornata: cosa dice il regolamento

Il Torino reclama un calcio di rigore per un contatto basso di Heggem su Oristanio: il calciatore granata fa una finta prendendo in controtempo l’avversario che interviene sul suo piede e cade. L’episodio da regolamento si classifica come un tackle/contrasto e per essere falloso bisogna chiedersi se viene compiuto con “negligenza”:

“Negligenza significa che il calciatore mostra una mancanza di attenzione o considerazione nell’effettuare un contrasto o che agisce senza precauzione. Non è necessario alcun provvedimento disciplinare”.

Heggem-Oristanio, perché il Var non è intervenuto

Sui contatti in area di rigore la soglia tecnica per fischiare fallo tendenzialmente si alza leggermente. Un contatto diventa negligente e quindi punibile quando toglie in maniera evidente la possibilità di mantenere o guadagnare il possesso del pallone all’attaccante. Per questo, dalla salva Var hanno ritenuto che l’intensità fosse troppo lieve per classificarlo come “errore chiaro ed evidente”.

Dragusin su Hojlund e Kalulu su Rowe: il regolamento

Serie A, tutti gli episodi arbitrali della quinta giornata: cosa dice il regolamento
Serie A, tutti gli episodi arbitrali della quinta giornata: cosa dice il regolamento

Due episodi per la stessa casistica in Fiorentina-Napoli e in Juventus-Atalanta. Nel primo caso, Dragusin usa le braccia in marcatura su Hojlund e nel secondo Kalulu tiene per la maglietta Rowe. Il regolamento dice chiaramente che trattenere è un’infrazione qui:

“Un calcio di punizione diretto è parimenti assegnato se un calciatore commette una delle seguenti infrazioni:

  • contatto mano-pallone punibile (tranne il portiere nella propria area di rigore)
  • trattiene un avversario
  • ostacola un avversario venendo a contatto con lui
  • sputa o morde qualcuno iscritto nell’elenco delle squadre o un ufficiale di gara
  • lancia un oggetto contro il pallone, un avversario o un ufficiale di gara o tocca il
    pallone con un oggetto tenuto in mano”

Ma non cita mai l’atto di “tirare la maglia” equiparandolo o differenziandolo ad esempio da una trattenuta “abbracciando” o “cinturando” l’avversario. Nell’atto pratico, deve esserci stato un impedimento, una maglia tirata con intensità tale da negare la corsa all’avversario. La domanda da farsi quindi è: c’era o no questo impedimento?

Inoltre, per quanto riguarda l’episodio in Juventus-Atalanta, ci sarebbe stato da valutare, in caso di fallo, l’espulsione di Kalulu. Per la casistica del DOGSO (negare un’evidente possibilità di segnare una rete), sono esplicitati i 4 parametri che devono sussistere in toto:

“• La distanza tra il punto in cui è stata commessa l’infrazione e la porta

  • La direzione generale dell’azione di gioco
  • La probabilità di mantenere o guadagnare il controllo del pallone
  • La posizione e il numero dei difendenti”

In area di rigore, il rosso rimane se si tratta di un intervento “non genuino”, ovvero:

“Se un calciatore, all’interno della propria area di rigore, commette un’infrazione contro un avversario, al quale nega un’evidente opportunità di segnare una rete e l’arbitro assegna un calcio di rigore, il calciatore colpevole dovrà essere ammonito se l’infrazione deriva da un tentativo di giocare il pallone o da una contesa per il pallone; in tutte le altre circostanze (ad esempio: trattenere, spingere, tirare, mancanza di possibilità di giocare il pallone, ecc.) il calciatore colpevole dovrà essere espulso”.

Dragusin-Hojlund e Kalulu-Rowe, perché il Var non è intervenuto

A Lissone, entrambe le occasioni non sono state proprio valutate come trattenute. Nella trattenuta infatti non c’è la necessità di una particolare intensità e non valgono i concetti di negligenza, imprudenza o vigoria sproporzionata (validi invece per esempio su un contrasto). In Juventus-Atalanta, il parametro da valutare con più attenzione, in caso di trattenuta, sarebbe stato quello della probabilità di mantenere o guadagnare il controllo del pallone, dato che Rowe nel momento della caduta non era ancora in controllo della sfera.

Rete annullata a Raimondo in Frosinone-Como: il regolamento

Serie A, tutti gli episodi arbitrali della quinta giornata: cosa dice il regolamento

Dubbi e polemiche anche in occasione di una rete annullata al Frosinone (sarebbe stata quella del 3 a 0): prima del crossi infatti il difensore del Como Ramon cade per terra a causa di un lieve contatto nell’incrocio durante la corsa tra il ginocchio destro di Raimondo e la sua caviglia destra. Anche in questo caso da regolamento c’è da prendere in considerazione il concetto di negligenza.

Raimondo-Ramon: perché il Var non è intervenuto

In sala Var hanno avallato la decisione di Chiffi in quanto quel contatto è stato ritenuto penalizzante e decisivo nella caduta del difensore, togliendogli la possibilità di intervento: non, dunque, un “chiaro ed evidente errore”.