Nuove rivelazioni sul delitto di Garlasco arrivano dalle intercettazioni ambientali finite agli atti della nuova inchiesta della Procura di Pavia su Andrea Sempio. Secondo quanto reso noto dal Tg1 sui propri canali social, in uno degli audio l’uomo, parlando da solo in auto, avrebbe raccontato di aver chiamato Chiara Poggi prima dell’omicidio e di aver tentato un approccio, ricevendo però un netto rifiuto. «Non ci voglio parlare con te», avrebbe detto Chiara prima di attaccare il telefono.
Le presunte frasi, che il Tg1 presenta come contenuto di intercettazioni, si aggiungono agli altri elementi contestati a Sempio, oggi 38enne, indagato per omicidio volontario aggravato. Proprio oggi, durante l’interrogatorio davanti ai pm pavesi, l’uomo ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Nonostante il silenzio dell’indagato, l’audizione è durata a lungo perché i magistrati della Procura, guidata da Fabio Napoleone, hanno elencato nel dettaglio tutti i punti dell’accusa emersi nell’indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano.
Tra gli elementi già noti figurano il Dna rinvenuto sulle unghie di Chiara Poggi, al centro del maxi incidente probatorio genetico, e la cosiddetta “Impronta 33” sul muro delle scale che portano alla cantina, che secondo una consulenza della Procura sarebbe attribuibile proprio a Sempio. I pm hanno inoltre richiamato il caso dello scontrino del parcheggio di Vigevano, considerato dagli inquirenti un presunto falso alibi.
Nel fascicolo rientrano anche diverse consulenze tecniche, tra cui quella dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, che sposterebbe l’orario della morte e contribuirebbe a scagionare Alberto Stasi, condannato in via definitiva. Acquisita anche una relazione del Racis dei carabinieri sul profilo psicologico dell’indagato.










