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Puglia, la Regione blocca la borsa di studio a Mary Lorusso al Policlinico di Bari e manda gli ispettori

La Regione Puglia interviene con decisione per stoppare l'assunzione di Maria Carmen Lorusso al Policlinico di Bari. Il governatore Antonio Decaro ha infatti dato disposizione formale al Dipartimento Salute di ordinare ai vertici dell'azienda ospedaliera la sospensione immediata della procedura – e della conseguente firma del contratto – fissando un ultimatum per le ore 13…
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La Regione Puglia interviene con decisione per stoppare l’assunzione di Maria Carmen Lorusso al Policlinico di Bari. Il governatore Antonio Decaro ha infatti dato disposizione formale al Dipartimento Salute di ordinare ai vertici dell’azienda ospedaliera la sospensione immediata della procedura – e della conseguente firma del contratto – fissando un ultimatum per le ore 13 di domani, 8 maggio.

La decisione arriva a stretto giro dopo la bufera mediatica scoppiata ieri, a seguito della notizia dell’assegnazione alla Lorusso di una borsa di studio da 25mila euro lordi. Un incarico legato a un progetto di ricerca scientifica in materia oncologica, che ha sollevato pesanti interrogativi sull’opportunità e sulla legittimità della nomina.

Lorusso (laureata in giurisprudenza) aveva partecipato e vinto una borsa di studio per un progetto scientifico in ambito oncologico del Policlinico. La notizia è stata pubblicata da alcuni quotidiani locali. In serata si è appreso che la Regione ha inviato gli ispettori del Nirs (nucleo ispettivo regionale sanitario) per verificare la regolarità della procedura e ha bloccato l’assunzione in ragione del procedimento penale cui è sottoposta la Lorusso. Il bando prevedeva l’esclusione di candidati con carichi pendenti e richiedeva una dichiarazione al riguardo per poter essere ammessi.

Lorusso è moglie dell’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri, anche lui arrestato (insieme con oltre un centinaio di persone) nell’ambito dell’inchiesta “Codice interno” e già condannato in primo grado (con rito abbreviato e in procedimento separato da quello della moglie) a nove anni di reclusione sempre per scambio elettorale politico-mafioso. L’accusa è di aver raccolto a pagamento voti dai clan baresi per favorire l’elezione al consiglio comunale della moglie nel 2019. Con Maria Carmen Lorusso è imputato anche il padre, Vito Lorusso, medico oncologo.

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